Ordinanze al Corvetto, prime 5 multe

E siamo a quota ciqnue. Eccole le prime multe ai negozianti del Corvetto, il quartiere dove è scattato il coprifuoco e sono attive le ordinanze pro sicurezza del Comune. Le violazioni, per un totale di 1.700 euro, riguardano tutte l’inosservanza dell’orario di chiusura. In particolare sono stati multati: un bar in via Romilli aperto dopo le 24; un centro massaggi in corso Lodi, aperto dopo le 20; due phone center, in via Mincio e in piazza Angilberto, con serrande aperte dopo le 22. Inoltre un kebab in corso Lodi, multato per inosservanza dell’orario di chiusura entro le 22 come da ordinanza, è stato sanzionato per circa 10mila euro. «Aveva aperto senza aver presentato la dichiarazione di inizio attività - spiega il vicesindaco Riccardo De Corato - non esponeva il prezzo della merce in vendita e non aveva la registrazione all’Asl per i locali adibiti alla preparazione di alimenti e bevande».
«Il fatto che i gestori multati subito dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza siano tutti stranieri – commenta il vice sindaco –, così come era successo per via Padova, dimostra che la presenza massiccia di extracomunitari in un quartiere può determinare alcuni problemi di rispetto delle regole. Phone center, centri massaggi e kebab, sono esercizi che continueremo a monitorare con attenzione per garantire il rispetto delle ordinanze, delle leggi e delle regole basilari di sicurezza ed evitare che si trasformino in luoghi per gestire attività parallele illegali».
A giudicare positivamente l’entrata in vigore delle ordinanze al Corvetto è anche Davide Boni, presidente del Consiglio regionale lombardo: «Le prime multe - commenta - effettuate dagli agenti della polizia municipale evidenziano come le lamentele dei residenti erano, a tutti gli effetti, più che fondate. È giusto regolarizzare in maniera corretta le varie attività commerciali, senza che i negozi etnici svolgano il proprio lavoro incuranti delle norme presenti in questo Paese, così come è necessario controllare in maniera sistematica le procedure di allocazione degli alloggi, senza che gli edifici siano occupati da cittadini irregolari».