Ore 10, sale in cattedra l’ultrasinistra

(...) dei professori, che hanno preso una netta posizione per «protesta». Tra i vari striscioni degli studenti, l'altro giorno è apparso anche quello dei centri sociali che annunciano di volere manifestare, ma solo «appena fa una bella giornata». In tutta questa sollevazione popolare, che ha provocato disagi alla città, c'è chi ha già protestato. I precursori delle iniziative di «autogestione di protesta» sono stati i giovani dello scientifico Leonardo da Vinci. Sui 1200 studenti della sede in piazza Manin e delle altre due succursali, quasi 800 hanno partecipato alle «lezioni di cultura» contro la nuova riforma scolastica. Ecco com'è andata. Ora per ora. Lezione per lezione.
Prima ora: discorso di apertura di Sergio Cofferati, professione autodichiarata «papà», e poi eurodeputato Pd, uno dei capi della marcia degli «antagonisti» su Roma. Tema sul welfare: reddito minimo garantito, in Italia e all'estero.
Seconda ora: intervento di Giuliano Giuliani, padre di Carlo, morto in piazza Alimonda durante l’assalto a una jeep di carabinieri. Tema di cronaca: ricostruzione dei fatti in relazione agli eventi accaduti in occasione del G8 nel 2001 a Genova.
Terza ora: forfait del compagno Don Andrea Gallo, che è risultato assente giustificato perché impegnato in altre manifestazioni. E quindi «ricreazione» con pausa merenda.
Quarta ora: predica di Don Paolo Bonassin, parroco di San Bartolomeo. Argomento: fondamentalismo religioso, da quello cattolico all’islamico.
Quinta ora: «elmetto» dell'assessore comunale Andrea Ranieri, ex sindacalista. Quesito: perché il patrimonio culturale in Italia non viene salvaguardato e non viene valorizzato come dovrebbe succedere.
Sesta ora: recupero dell'ora persa in mattinata. Al posto del simpatico Don «Andre» è salita in cattedra la «compagna» psicologa Gianna Schelotto. Argomento: la letteratura teatrale e le donne, la solita canzone.
Mica è finita qui. Le ore di «ripetizione» e studio pomeridiano sono continuate in autogestione con la «settima ora» di intervento a cura del segretario regionale pd Lorenzo Basso. Tema: riforma Gelmini «comparata» a quelle europee. «Ovviamente dal suo punto di vista» spiegano alcuni studenti. Sì, perché in mezzo a tutti gli esponenti della sinistra, qualcuno della destra c'è stato. E pure autorevolissimo. Come gli esponenti delle associazioni giovanili del Pdl che hanno discusso animatamente con i loro egregi colleghi di Fli, Pd, Sel e Rifondazione. Assenti da tutto, giovani e meno giovani, i seguaci di Bossi e della Lega Nord, che così non hanno parlato. Alla fine tutti gli studenti che avevano «okkupato» sono stati «promossi» a pieni voti. Altro che 6 politico del Sessantotto. «Molti professori stavano con noi - spiega Stefano Ottolenghi, uno dei leader dei giovani autogestiti - e pure il preside Giosuè Margiotti si è dichiarato soddisfatto per l'organizzazione».