Ore 10.20, giacca arancione: Letizia scaramantica

MilanoNon ha mai nascosto il lato scaramantico. Niente stadio o trasferte, durante le partite clou dell’Inter non può staccarsi dalla poltrona di casa. E’ il rito di casa Moratti e il sindaco Letizia lo ha raccontato più di una volta, persino in un libro. Dallo sport alla politica. Forse sarà un caso, ma ieri mattina è arrivata alle 10 e 20 in punto al seggio di via della Spiga. Esattamente come cinque anni fa, quando correva per raccogliere l’eredità di Gabriele Albertini e blindare Milano al centrodestra. Per fare il bis ed esorcizzare il rischio del ballottaggio, secondo indizio, nel 2006 indossava una t-shirt arancione. Questa volta, colpa della temperatura più bassa, ha sfoggiato una giacca leggera di camoscio, ma casualmente dello stesso colore. Il sindaco del Pdl ha raggiunto a piedi da casa e mano nella mano con il marito Gianmarco la scuola elementare di via della Spiga, nel cuore del Quadrilatero. In pullover scuro e scarpe da ginnastica, anche lui non si è voluto sbilanciare sulla vittoria al primo turno: «Sono cresciuto negli stadi e quindi in partenza non sono mai ottimista e per scaramanzia non faccio pronostici». Qualche stretta di mano lungo le scale, Letizia Moratti sale al terzo piano alla sezione 73 e tira un sospiro: «Questa volta la carta d’identità ce l’ho», sorride ripensando alla gaffe di cinque anni fa, quando per un cambio di borsetta all’ultimo minuto aveva lasciato a casa il documento per votare. Ma il fedelissimo assistente Pasquale era pronto anche questa volta a correre. Consegna il cellulare agli scrutatori, entra nella cabina 4 e ci rientra quando si accorge che ha piegato male la scheda lenzuolo. Nove candidati sindaci e 29 liste. Davanti a una schiera di fotografi e telecamere, sta per infilare la scheda delle comunali nell’urna sbagliata ma viene bloccata in tempo. Non si «scontra» con la cognata-rivale Milly, arrivata allo stesso seggio per votare solo una ventina di minuti dopo. E’ sposata con il patron dell’Inter Massimo e candidata con una lista alleata con l’avversario del Pd Giuliano Pisapia. Parenti serpenti, visto che nei cinque anni di mandato e nel rush finale della campagna Milly non ha risparmiato accuse al vetriolo a Letizia. In via della Spiga ieri si è presa un insulto da un elettore di mezza età davanti alla scuola («sei una comunista di m...»).
Il sindaco ha scelto di votare di buon’ora per dedicare il resto della giornata alla famiglia, già alla vigilia del voto aveva pranzato «finalmente» con i genitori che non vedeva «da due settimane». Ieri una domenica «con marito e figli, e ho un po’ di posta da smaltire» ha ammesso prima di allontanarsi a piedi lungo via Borgospesso. Un pranzo con amici al ristorante all’interno del museo della Triennale, poi pomeriggio a giocare con la nipotina Anastasia e il resto della giornata a casa, in famiglia.
Questa mattina mentre le urne sono ancora aperte potrà distogliere l’attenzione dal voto visto che dovrà preparare a Palazzo Marino con i collaboratori l’incontro di domani pomeriggio con l’advisory board «2015: Women and Expo», il comitato di donne che promuove lo sviluppo al femminile nelle varie aree del mondo. Presidente è la regina Rania di Giordania, copresidente la Moratti. Sono attese Cherie Blair, il direttore dell’Unesco e altre esponenti internazionali. Chiusi i seggi, seguirà i primi exit poll e i risultati del voto a casa. Quando il dato sarà chiaro, raggiungerà il quartier generale del suo comitato elettorale in via Romagnosi. La stessa sede del 2006, vuoi il caso.