Ore 16.25: due scosse di paura a Milano

Spavento, gente che corre in strada, centralini intasati. Anche Milano è stata scossa dal terremoto che - partito dall’epicentro emiliano - si è avvertito ieri alle 16 e 25 in tutto il Settentrione, con magnitudo 5,2 della scala Richter.
Oltre cinquanta chiamate hanno raggiunto in pochi minuti il 118. Nessun ferito, ma grande spavento. A sera ne hanno contate centinaia. Molte persone hanno chiamato impaurite, confuse, in preda al panico. Soprattutto da case e uffici ai piani alti dei palazzi. Cittadini, soprattutto anziani, che chiedevano: «Cosa è successo?», «cosa dobbiamo fare?», «arriverà un’altra scossa?». Molte telefonate anche ai Carabinieri, alla Polizia, ai Vigili del Fuoco e alla Protezione civile.
Trenitalia ha sospeso la circolazione dei treni lungo le linee Bologna-Milano e Bologna-Verona, per verificare eventuali danni. Attivato «per estremo scrupolo» il protocollo di sicurezza previsto in questi casi. Sospesa alle 17, la circolazione è tornata regolare alle 17 e 45, e alle 19 sull’Alta velocità. Prima le «frecce rosse» hanno viaggiato sulle linee ordinarie, poi hanno ripreso a velocità ridotta.
Alla fine i treni in transito fra l’Emilia-Romagna e la Lombardia hanno accumulato ritardi fra i 30 e i 120 minuti. Regolari tram, autobus e aeroporti. In una Stazione Centrale affollata dalle partenze del Natale la scossa non è stata percepita, come in molti negozi del centro o nei supermercati al piano terra.
A palazzo Marino i commessi al piano terra hanno raccontato di aver visto i lampadari tremare. Alcuni dipendenti sono scesi in fretta e furia dai piani superiori per ripararsi all’esterno. Lì la scossa è stata avvertita molto più intensamente. Alcuni sono usciti nei corridoi urlando «aiuto, c’è il terremoto», mentre altri raccontano di aver sentito tremare sedie e scrivanie. Il sindaco non era nel suo ufficio, i collaboratori sì, e hanno avvertito la scossa.
Niente panico al Pirellone: «Sappiamo che l’edificio è antisismico - ha raccontato una dipendente - ma abbiamo sentito le oscillazioni e le bacchette delle tende vibrare». Il governatore Roberto Formigoni era in riunione con i suoi collaboratori: «Ci siamo accorti del terremoto per le bandiere che si muovevano». «Abbiamo ricevuto l’allerta dal sistema nazionale - ha spiegato l’assessore alla Protezione civile Stefano Maullu - e in pochi minuti abbiamo attivato la colonna mobile regionale».
Sorpresi alla sezione milanese dell’istituto nazionale di geofisica: «Stavamo già preparandoci al Natale» - hanno raccontato i ricercatori - il cui personale fra l’altro è in stato di agitazione. «Milano non è zona sismica - hanno spiegato dall’istituto - ma risente dei fenomeni che si verificano in tutto il Centro-Nord». Sono tra i 20 e 30 i terremoti di lieve entità che si verificano ogni anno nel Milanese, ma quasi nessuno raggiunge la soglia della percezione umana. Li registra un accelerometro piazzato nel cortile della sede milanese dell’Istituto nazionale, in via Bassini. L’evento sismico più significativo di recente è quello del 24 novembre 2004 sul lago di Garda. Stessa magnitudo ieri: 5,2.
«Milano non ha una storia sismica importante. Siamo in un contesto di relativa tranquillità», spiega il direttore dell’istituto Fabrizio Galadini. La storia ricorda 88 eventi, fra i quali il forte terremoto del 12 maggio 1802 in provincia di Cremona, e prima ancora quello del 3 gennaio 1117, che provocò danni anche al Duomo.