Ore 16.25, trema anche la Liguria ma nessun danno

(...) cenci. Una mia amica telefona e scherza. Ma mica tanto. Nostradamus lo aveva predetto. Da Nizza a Genova la costa crollerà divorata dal mare. Cavoli. Si pensa al peggio. Siamo per qualche, interminabile, minuto, presi dal panico. Pure le nostre belle e simpatiche colleghe in segreteria si alzano di scatto. Negli uffici della pubblicità i colleghi si spostano diligentemente verso muri maestri e colonne portanti. Noi no. Siamo ancora impauriti. Non ragioniamo. Ci guardiamo a bocca aperta. Asciutta. Perplessi. Immobili per lunghi attimi. C'è chi suggerisce di scendere in strada. Ma no, dai. Aspettiamo. Impauriti. Eppure le gambe non mi tremano. Però poi me ne accorgo. Mica sono salde come prima. Piuttosto, sembrano debolucce. Tanto che quella moquettaccia da ufficio mi sembra tanto soffice che sembra di camminare sulle nuvole. -Ci ritroviamo tutti a un passo dalla porta blindata d'ingresso. «Il terremoto, il terremoto». Si aspetta un'altra scossa. Non arriva. Molti sbuffano. Altri semplicemente espirano. È andata bene. Dunia e Teresa telefonano a Milano. «Avete sentito la scossa pure voi?». «Sì e lì da voialtri?». «Sì, oddio». Mi precipito al centralino. Compongo il 115. Occupato. Tante volte. Ancora occupato. Poi il 113. Alla sala operativa della questura confermano. Chiamano a decine. Soprattutto dal centro città. Arrivano telefonate pure da noi. La prima è di Francesca Camponero che lavora alla Ligursystem di via Brigata Liguria. «Avete sentito il terremoto. Noi siamo terrorizzati». Poi Monica dello studio di commercialisti Simonazzi di via Malta. «Qui sedie e lampadari hanno fatto le bizze. Che dite, occorre scendere in strada?». No. Possiamo rimanere tutti a fare il nostro lavoro. Ma ci giriamo e rigiriamo. Un senso di malessere. È innegabile. Pensieri funesti. È naturale. Paragoni con il sisma del Friuli. O con quelli addirittura del Giappone. Poi penso. Speriamo che il mio amico Gadolla l'abbia costruito davvero bene 'sto palazzone. Eppure l'ansia non ci lascia. Giro sui siti Internet alla ricerca delle profezie di Nostradamus. Sono impazzito. Più del solito.
Sono le 16,31 e arriva la prima Ansa. Una forte e prolungata scossa di terremoto è stata avvertita a Milano alle 16,25. La scossa è stata registrata anche a Genova, Bologna, Venezia, Firenze e La Spezia. Ok. Mi riprendo dalla follia del panico. Così come il nostro caporedattore Lussana. Attaccato ai telefoni. Metà parla con la famiglia. Metà con la direzione. Sono le 16,37 e arriva un'altra Ansa. La scossa di terremoto è stata avvertita distintamente a Genova e in tutto il levante ligure. Non vengono segnalati danni, ma i centralini dei vigili del fuoco sono intasati da segnalazioni di cittadini allarmati. Si aspettano le scosse di assestamento. E intanto si continua a fare il Giornale.