Ore 18, ghisa in azione a Brera: via gli abusivi, merce sequestrata

Sfrattato il mercatino del falso: tutti soddisfatti I controlli non si fermano

Brera, ore diciotto e dieci: non c’è traccia di abusivi. Che, dice un ristoratore, sono «puntuali come un creditore»: «Arrivano sempre alle diciotto con la loro mercanzia che piazzano a ogni angolo. E se qualcuno osa protesta, be’ più che gli insulti volano le minacce». Ma stasera non c’è motivo per protestare: gli abusivi sono diventati invisibili.
Tutto merito di due-pattuglie-due di ghisa che, in una decina di minuti, hanno ripulito le strade dai vu’ cumprà. Presenza fisica che scoraggia chi, appena trenta minuti prima, era già operativo con tanto di occhiali falsi di Prada a venticinque euro, la borsa di Gucci a cinquanta e, offerta della serata, portachiavi griffati Vuitton a soli cinque euro. Materiale che i ghisa, naturalmente, hanno spazzolato via. Ma, attenzione, non si tratta di un’operazione una tantum: no, l’impegno del Comune è garantire la presenza di pattuglie ogni sera. Lo garantisce l’assessore al Commercio Roberto Predolin: «Il suk non è più tollerato lungo via Brera e Fiori Chiari. Il mercato dell’illegalità è bandito. Quell’area non è e non può essere il bivacco di chi spaccia prodotti contraffatti e di chi, da mesi, terrorizza un intero quartiere».
Applausi dei residenti che, da tempo, esasperati chiedevano un’azione decisa da parte di Palazzo Marino: «Abbiamo consumato i polpastrelli per le telefonate fatte ogni sera per pietire l’intervento delle forze dell’ordine. Tempo e soldi sprecati perché vigili e polizia si palleggiavano un problema ignorando che, noi, vivevamo come prigionieri in casa». Ma «prigionieri» erano anche i commercianti costretti a «sopportare» una presenza indesiderata nelle belle strade di Brera: un suk che, sempre più spesso, negli ultimi weekend ha provocato problemi di ordine pubblico, con le bancarelle e le lenzuolate degli illegali piazzate proprio davanti agli ingressi dei negozi.
Fotogrammi destinati, sperano, a restare negli archivi della cronaca. Altrimenti? «C’è solo una soluzione: scendere in strada e fisicamente impedire l’accesso» butta là Giovanni De Nicola che, due settimane fa, aveva messo in piedi una manifestazione culturale per le strade di Brera. Tentativo estremo «per richiamare le Istituzioni a mettere in agenda il pericolo di Brera trasformato in Bronx». Messaggio ricevuto: Brera è ritornata ai milanesi. Gli abusivi sono stati sfrattati.