Ore 8, i leader sfilano alle urne: «Speriamo non ci siano pasticci»

Il governatore Formigoni nella scuola di via Gattamelata si dice ottimista. In cabina anche Berlusconi, Penati, Santanchè e Tettamanzi

Nel pomeriggio, un’ora di corsa al parco delle Cave. Non tanto per sfogare la tensione ma perché è un maratoneta convinto. Poi, qualche incontro con gli amici. E oggi «di nuovo al lavoro», assicura Roberto Formigoni, governatore della Lombardia ma anche capolista del Pdl al Senato. Ieri mattina ha votato poco dopo le 11.30 al seggio «1641» di via Gattamelata. È arrivato, accompagnato dalla scorta, in abbigliamento casual. Qualche stretta di mano ai milanesi che lo hanno incrociato lungo il corridoio. È «sereno, tranquillo, mi auguro che tutti compiano il loro dovere». Aspettando il verdetto, Formigoni fa sue le parole del leader del Pdl Silvio Berlusconi il giorno prima, «ha detto che ha dato il massimo ed è a posto con la propria coscienza, in Lombardia confermo lo stesso». E si sbilancia: «Sono ottimista, anzi, molto ottimista sul risultato. Speriamo solo non ci siano impedimenti, ostacoli o pasticci di ogni tipo. Nulla, insomma, che infici il voto degli elettori e lo renda poco trasparente». È certo che se il centrodestra andrà al governo, cambieranno le carte sulla vicenda Malpensa: «Faremo di tutto per salvare l’hub e riqualificare Alitalia».
Il primo volto noto avvistato ieri alle urne è quello del cardinale Dionigi Tettamanzi, che avendo impegni pastorali a Lecco si è recato al seggio della scuola di via Altini già alle 8.25. Se il sindaco Letizia Moratti voterà solo oggi, all’elementare di via della Spiga, il suo vice Riccardo De Corato si è recato alle urne già ieri alle 12, in via Feltre. Altra «spiaggia», stessa ora per il presidente della Provincia Filippo Penati, che ha votato nella «roccaforte rossa», Sesto San Giovanni. Daniela Santanchè, candidata premier per La Destra, è arrivata verso le 11.30 all’elementare Pascoli di via Rasori, accompagnata dal figlio. Prima di allontanarsi, si è fermata con un «difensore del voto» del Pdl e in tono scherzoso gli ha detto: «Lei è per Berlusconi, ma controlli bene anche i nostri». Il leader del Pdl ha votato alle 12.25 in via Scrosati, a poche centinaia di metri dall’appartamento dove abitava la madre. Nella scuola Dante Alighieri gli elettori in fila lo hanno applaudito, ad accoglierlo anche una donna vestita da clown. Il Senatùr Umberto Bossi ha aspettato invece le 18 per andare al seggio di via Fabriano. Ha scherzato con dei tifosi dell’Atalanta («avete battuto il Milan e poi siete stati capaci di perdere con la Roma, disgraziati!») e accarezzato una bimba: «Mi sarebbe piaciuto avere una femmina, invece ho avuto 3 maschi, e sono sempre dalla parte della mamma», ha detto rivolgendo uno sguardo al figlio Renzo.
Seggio «vip» in via della Spiga, dove sono andati il vicepresidente vicario del Milan Adriano Galliani, Santo Versace e Umberto Smaila. In via Vigevano ha votato invece l’economista Pietro Ichino.