Ore 8.10, il terremoto scuote il Levante Paura anche a Genova

È stato un crescendo: prima un movimento leggero, lieve che quasi rischiava di passare inosservato e poi gli altri due, molto più netti e forti che non hanno più lasciato dubbi. Sono le 8.09 di ieri mattina, quando il terremoto scuote il Levante e fa tremare la terra sotto ai piedi dei liguri fino a Genova. La prima scossa è un assaggio, si ferma al grado 3 della scala Richter, ma sono le altre due, quelle delle 8.10 e 8.11 a far schizzare il sismografo a 4 di magnitudo e a mettere paura.
Poco dopo i sismografi localizzano l’epicentro in Val Trebbia, nell’entroterra di Rapallo, a una profondità di 6-10 chilometri. Il sisma è stato avvertito anche nei comuni di Farini, Bobbio e Ferriere, in provincia di Piacenza e a Rezzoaglio, in provincia di Genova e a Santo Stefano D’Aveto. Le ripercussioni pare siano arrivare persino a Milano.
Nei venti minuti successivi, lo sciame più debole con altre cinque scosse di magnitudo a scalare da 3.4, 3 e 2.7.
Quindi la zona più colpita il Tigullio, in particolare intorno a Lavagna. A Santo Stefano d’Aveto la gente è corsa in strada, così come a Chiavari, per la paura e le scuole sono state evacuate in via precauzionale. Il terremoto ha fatto crollare la croce del campanile di San Saturnino, una piccola frazione di Moneglia, nonostante i vigili del fuoco avessero lavorato ore per metterlo in sicurezza.
Fortunatamente non ci sono stati feriti e solo alle 14.30 il sisma ha lasciato il Levante.
Dicono gli esperti che le scosse di terremoto non sono una novità per la Val Trebbia. «Si tratta di una zona sismica - spiega Daniele Spallarossa, sismologo e docente all’Università di Genova -. In quell’area registriamo periodicamente fenomeni di intensità medio-bassa e, ogni tanto, anche eventi più significativi, come quello di questa mattina (ieri, ndr)».
Tanto è vero che il terremoto di ieri è stato preceduto da un’intensa attività sismica. «Sono parecchi giorni - precisa il sismologo - che osserviamo questa realtà tra i comuni di Santo Stefano d’Aveto e Rezzoaglio».
Secondo l’esperto, c’è la possibilità che non finisca nemmeno tutto qui. Nel senso che dobbiamo preparaci a sentir muovere di nuovo la terra sotto ai piedi nei prossimi giorni. Le due scosse di ieri registrate fra le 8.10 e le 8.11, quelle più forti, sono state poi seguite da uno sciame sismico.
«Scosse di intensità più piccola - le chiama in termini tecnici Daniele Spallarossa - a cui probabilmente ne seguiranno delle altre ancora»