Ore 8,30: si torna in aula Il primo giorno di 85 bimbi assediati dalle televisioni

Augusto Pozzoli

Scuola di via Ventura: alle 8.30 in punto riprendono le lezioni sospese tre settimane fa da un’ordinanza del prefetto. In verità già ieri mattina erano stati avviati dei corsi per una cinquantina di ragazzi originari dell’Arabia Saudita che frequentano in parte la scuola inglese che quella americana. Verranno in via Ventura ogni sabato e ogni domenica, per svolgere i programmi egiziani, per ottenere alla fine dell’anno scolastico un titolo di studio valido in tutti i paesi in lingua araba del Nord Africa.
Qui ieri erano 85 gli alunni sui banchi. «Altri – precisa la direttrice Lidia Acerboni – arriveranno nei prossimi giorni. Gli iscritti sono 130, ma con tutto quel che è successo le famiglie sono ancora disorientate». Non è stata una giornata normale. I bambini arrivano alla chetichella, accolto già a quell’ora da un nugolo di cronisti, fotografi e telereporter. Subito, appena entrati nelle aule, la visita dell’assessore Tiziana Maiolo, venuta a rendersi conto della situazione. Il portone dello stabile resta aperto per tutta la mattinata e i responsabili dell’associazione «Insieme» danno modo ai giornali e alle tv di vedere come è messa la scuola. C’è anche una troupe della tv araba «Al Arabiya» che a metà mattinata ha accesso anche in qualche aula, per la ripresa delle lezioni, in terza e quarta elementare. In tutt’e due le classi c’è una maestra che insegna la lingua italiana. Comunque si alternano ore in lingua araba e in lingua italiana.
A metà mattinata il preannunciato sit-in della Lega: un gruppo di una quindicina di persone con uno striscione: «All’invasione islamica c’è chi dice di no». L’eurodeputato Salvini torna a spiegare l’opposizione del suo movimento alla scuola. Poco distante il presidente dell’associazione “Insieme” Othman Mahmoud scuote la testa: «Perché non vengono anche loro a vedere? Siamo laici e abbiamo un solo obiettivo: preparare i nostri figli a ottenere il titolo di studio italiano, ma allo stesso tempo non perdere quello del paese d’origine». Un’esperienza che del resto ha già un precedente: un’altra scuola araba a pochi chilometri di distanza, a Vimodrone. Ospitata in una scuola comunale. «Una scuola che per tre anni ha occupato il primo piano della media – dice il sindaco della cittadina, Dario Veneroni –. Una convivenza utile per noi e per loro, con continui scambi di esperienze e confronti. Non capisco perché tanto accanimento per la scuola araba di Milano». E dopo questa mattinata fin troppo animata, per i responsabili della scuola di via Ventura un solo desiderio: «Speriamo di poter andare avanti in pace».