ORE 9, LEZIONE DI CORTEO

Quando ieri la nostra Maria Sorbi ci ha portato la notizia - che potete leggere in tutti i dettagli a pagina 14 - abbiamo pensato a uno scherzo. Solo dopo le insistite rassicurazioni sue e del capocronista ci siamo rassegnati: non si trattava di uno scherzo ma di una realtà, non sappiamo se più esilarante o più preoccupante.
La notizia è la seguente: ieri, in due scuole medie superiori di Milano e all’Università Statale, si è tenuta un’ora abbondante di «lezione di corteo». I ragazzi hanno sfilato per i corridoi provando cori, striscioni e slogan in vista di venerdì, giorno della mega-manifestazione anti-Gelmini, o meglio Gelminator, come è già stata ribattezzata la ministra, a riprova dell’efficienza dei nuovi corsi.
Corsi che non sono affatto destinati a estinguersi dopo venerdì. D’ora in poi, a rotazione, in tutte le scuole di Milano ci sarà alle ore 9, al posto della lezione di chimica, la lezione di neomovimentismo studentesco, con la speranza che ci si fermi appunto ai cori e agli slogan, e non ci sia qualche «insegnante» che voglia riesumare i vecchi «servizi d’ordine» dei begli anni formidabili.
Naturalmente tutto questo non è né organizzato né autorizzato da presidi e professori, bensì da un gruppo che si fa chiamare «Coordinamento dei collettivi studenteschi», secondo una terminologia talmente nuova da essere presa paro paro dal vocabolario dei genitori. C’è però il sospetto, anzi qualcosa di più di un sospetto, che come negli anni Settanta buona parte del corpo docente chiuda un occhio, o meglio ancora tutti e due: un po’ perché sono d’accordo nel contestare chiunque metta mano allo status quo della scuola, un po’ per quieto vivere. Non si spiegherebbe altrimenti come sia possibile che gli studenti possano far cortei in corridoio anziché stare in aula.
Beata gioventù: per loro, il primo corteo è un po’ come il ballo delle debuttanti, è giusto che si facciano il trucco e si scelgano l’abito della festa. È la pavida quiescenza degli adulti, che preoccupa un po’: degli adulti che dovrebbero educare, e di quelli che venerdì parleranno di grande, democratica e spontanea mobilitazione di massa.