«Ore di agonia ma nessun soccorso»

Nella tarda serata del 4/5/2005 ho appreso, dal telegiornale di un’emittente locale, che, davanti alla stazione Brignole, un cane randagio era stato investito da un’auto.
La povera bestiola, così diceva sempre la televisione, soccorsa da un giovane che si trovava in loco, sarebbe poi morta sul posto dopo mezz’ora di agonia in quanto tutti i taxisti presenti si sono rifiutati di caricarla sulle loro auto per portarla da un veterinario.
Ben lungi, ovviamente, da me l’esprimere un giudizio negativo sull’intera comunità dei conducenti delle un tempo auto gialle e tanto meno come si suol dire in questi casi di fare d’ogni erba un fascio, in quanto in ogni categoria ci sono persone sensibili e dotate di grande nobiltà d’animo, altre che lo sono di meno ed altre ancora, come in questo caso, che non lo sono affatto.
Infatti, proprio la mattina successiva al fatto, in piazza Corvetto ho avuto modo di parlare dell’accaduto con un giovane taxista, il quale persona gentile e squisita, è rimasto profondamente indignato del comportamento dei suoi colleghi e mi ha pure detto «io ho tre cani in casa e se mi fossi trovato alla stazione Brignole non mi sarei certo tirato indietro».
Qualcuno, me lo sento già, direbbe: ma è soltanto un cane, nel mondo muore tanta gente, sarebbe morto lo stesso ed ancora, ma se lo caricavamo si sarebbero sporcati i sedili di sangue ed in ultimo forse anche chi avrebbe pagato la corsa, come evidentemente devono aver pensato quei signori taxisti così tanto amanti degli animali.
Al di là di tutto questo e pur mettendo l’essere umano al primo posto nella scala dei valori della vita credo che anche un animale randagio meriti un minimo di considerazione, nonché poche righe come queste, senza dubbio, lo merita certamente di più di alcuni noti e meno noti personaggi disonesti e corrotti della società odierna a cui stampa e televisioni dedicano spesso interi servizi e chilometriche pagine.
Infine, concludo dicendo che amare, rispettare ed anche soccorrere gli animali, che sovente rappresentano l’unica vera e disinteressata amicizia e compagnia per tante persone anziane e sole, è indice di civiltà, tanto più per una nazione che si dice civile e, chi così non fa, non ama neppure se stesso ed il proprio prossimo.
Alternativa sociale
con Alessandra Mussolini