Ore decisive per la Sea In aula si discute di vendita e dividendi

Un’altra settimana cruciale per la Sea. Oggi la discussione nell’aula del consiglio a Palazzo Marino, nei prossimi giorni le prevedibili polemiche. E, intanto, si avvicina la scadenza per il bando con cui il Comune vuol cedere il 33 per cento della società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa. Termine già scaduto e prolungato al 31 gennaio dopo che alla gara si era presentato un unico concorrente, per giunta risultato non in regola con i requisiti richiesti. Fatto che non ha certo scoraggiato il sindaco Gabriele Albertini, più che mai deciso a rispettare il suo programma di privatizzazioni.
Deciso ad alzare le barricate il centrosinistra, che minaccia un ricorso alla magistratura. «Non escludiamo, sia per il prolungamento dei termini del bando che per la distribuzione delle riserve straordinarie, di ricorrere al Tar», tuona il capogruppo dei Ds a Palazzo Marino Emanuele Fiano. Ma le perplessità sono molte anche nella maggioranza. E il vertice di venerdì non le ha certo dissipate. «Ci siamo spiegati e spero che tanti equivoci siano stati superati», aveva commentato al termine l’assessore Giorgio Goggi ricordando come ulteriori ritardi farebbero perdere a Milano anche i finanziamenti già stanziati dal governo per costruire la linea 4 della metropolitana. «Se perdiamo quest’occasione - aggiunge -, la prossima giunta dovrà ripercorrere tutto l’iter amministrativo e dunque si perderanno altri due anni». Argomenti che non convincono del tutto nemmeno Fi. I dubbi nascono dalla quantificazione del dividendo da distribuire ai soci che l’assemblea di Sea formalizzerà il 30 gennaio. «Non abbiamo alcuno strumento per scegliere né titolo per decidere. Il timore però è che il dividendo che si darà mandato di distribuire sia sovradimensionato», commenta il capogruppo Manfredi Palmeri. Drastico Carlo Masseroli, presidente azzurro della commissione Bilancio. «Distribuire utili eccessivamente alti può mettere in difficoltà la società, sottraendo le risorse per gli investimenti».