Ore al freddo per il popolo di Silvio tra maghi, sms e fiori dall’Australia

Davanti al San Raffaele uno striscione dei tifosi: «Forza, la curva sud
è con te». Un pensionato con la passione degli astri rivela: «Aveva
Saturno contro»

Il Gruppo Castelli si è dato appuntamento ieri ad Arcore per organizzare una serata in onore del loro presidente. Per dire che «si vergognino i politici di destra e sinistra con ex compagni di merende. Pure tu Di Pietro, non rallegrarti troppo». Maxpetro 85 è sicuro che il Cavaliere sia capace di sentimenti molto più alti e lo invita a «perdonarli perché non sanno quello che fanno». Poi ci sono i tifosi che hanno appeso uno striscione all’ingresso del Pronto Soccorso con la scritta «Forza presidente, la curva sud è con te». Il secondo giorno dopo l’aggressione in piazza del Duomo a Silvio Berlusconi, i biglietti di solidarietà e i cartelli lasciati fuori dall’ospedale San Raffaele sono almeno il doppio. Per sostenere il morale del premier che ieri è stato quasi sempre a letto e oggi potrebbe essere dimesso dall’ospedale, interrotto soltanto dalle visite istituzionali del ministro della Giustizia Angelino Alfano, don Verzè e poi delle figlie Barbara e Eleonora nel pomeriggio e il questore Vincenzo Indolfi.
Una giornata molto più tranquilla rispetto a lunedì anche per colpa di quel dolore tremendo al volto e alla testa che non gli dà tregua. Nemmeno un istante. Per fortuna ci sono i messaggi e le lettere dei suoi sostenitori a ridargli il sorriso e a metterlo un po’ di buon umore. Se fosse per lui, li vorrebbe ricevere tutti nella sua stanza al settimo piano e ringraziarli personalmente. E invece i fan si devono accontentare di consegnare le buste alla polizia e ai dottori che vanno a visitarlo. Sul presepe della piazza dell’ospedale hanno lasciato una poesia per Silvio, mentre i libri di ricette sono in segreteria insieme alle migliaia di fax e messaggi da tutto il mondo e i fiori che arrivano anche dall’Australia. Poi ci sono gli «sfegatati», quelli che si sono alzati all’alba e hanno fatto due ore di viaggio per venire qui al San Raffaele. Pazienza se non riusciranno nemmeno a vederlo il loro presidente, ciò che conta è esserci. Come Filippo Legato, macellaio pensionato di Casorate Sempione che si è piazzato davanti alle forze dell’ordine con un cartello sul petto e una bandiera dell’Italia in mano. «Berlusconi sei grande, un mito, resterai nella storia. Grazie per tutto quello che fai per il nostro Paese. Gli astri sono con te». Già proprio così, gli astri. Racconta il signor Legato di avere una passione e una predisposizione particolare per interpretare le stelle. Anche quelle del Cavaliere. «Lo sapevo, lui è della Bilancia e aveva Saturno contro. Ma ora il peggio è passato», spiega il pensionato. Che da quando c’è stata la «svolta» di Fini, si è convinto di passare definitivamente con Berlusconi. E adesso non lo lascerebbe più, per nessuna ragione. «Lui è uno diretto, solidale con il suo popolo, un altruista insomma».
Sono le tre del pomeriggio e davanti al settore Q, dove è ricoverato il presidente del Consiglio, inizia la processione di gente con mazzi di rose rosse, pacchi e pacchetti. «Li devo portare dal premier», dicono alle forze dell’ordine che presidiano la sicurezza. Alcuni riescono a saltare i primi posti di controllo e arrivano fino agli ascensori che vanno al settimo piano, un padre con suo figlio chiede agli agenti se possono andare a salutare il presidente. Sono venuti qui da fuori Milano non appena hanno visto in televisione quelle immagini terribili. «Ci tenevamo così tanto a fargli i nostri auguri di persona». Come tutti gli altri qui fuori.