Un’orgia di mostri e sangue: più che horror è demenziale

Se iscritto al genere demenziale questo Underworld: Evolution farebbe la sua bella figura, purtroppo così non è, trattandosi del sequel di uno «scult» dal titolo appunto Underworld che tre anni fa ebbe un inaspettato successo. La vicenda presenta due schieramenti in campo, come nel primo episodio, da una parte i vampiri, raffinati e agiati; dall’altra i licantropi, mostri dalle cattive maniere e proletari. Al centro la bellissima Selene (Kate Beckinsale), miss vampira, battagliera ed innamorata di Michael (Scott Speedman), un umano in procinto di trasformarsi in licantropo. La lotta tra le due fazioni comprende una serie incomprensibile di rituali e di rimandi al loro passato, che farebbero vergognare Ed Wood. Tranne qualche siparietto con Corvinus (Derek Jacobi), colui che ha dato vita a entrambe le razze, il resto è una serie ininterrotta di duelli tra mostri abili nel karate e creature al limite del ridicolo grugnenti e battagliere. Un’orgia di sangue, con squartamenti, decapitazioni, mutazioni, con i licantropi che usano le loro vittime come emoteche, abbeverandosi a piacere al loro sangue. Ripetitivo e involontariamente comico, Underworld: Evolution, che sembra minacciare una terza puntata, vanta almeno la presenza della conturbante Kate Beckinsale, davvero un’attrice mutante, così diversa dalla dolce creatura di Molto rumore per nulla e Serendipity, che ha persino sposato il regista di questa bufala, Len Wiseman. Mentre ci si domanda che ci fa Derek Jacobi, illustre attore shakespeariano in questo guazzabuglio. Ma come è noto «pecunia non olet».

UNDERWORLD: EVOLUTION (Usa - 2005) Regia di Len Wiseman, con Kate Beckinsale, Scott Speedman, Derek Jacobi. 105 minuti