Orgoglio di un Afghanistan libero

Soltanto quattro anni fa, l'Afghanistan si trovava sotto il giogo di un regime oppressivo che non aveva alcun rispetto per la libertà, i diritti umani o la dignità dell'essere umano. Sicuramente pochissimi afghani potevano allora immaginare che avrebbero un giorno avuto il diritto di scegliere i propri leader con libere elezioni. Gli elettori afghani si recheranno invece oggi alle urne per eleggere i loro rappresentanti. Il nuovo Parlamento che uscirà da queste elezioni rappresenterà il passo conclusivo nella realizzazione del primo governo afghano eletto in modo totalmente democratico.
Dopo 25 anni di guerra e di oppressione, gli elettori afghani hanno avuto il primo assaggio di democrazia con le elezioni presidenziali dell'ottobre 2004, scegliendo Hamid Karzai per formare il governo e guidare il Paese nella riconquista della libertà e del benessere economico. Con il voto di oggi, gli elettori sceglieranno una assemblea legislativa che lavorerà con il governo e con la magistratura per creare una struttura legale per la promozione della ripresa sociale ed economica del Paese.
Oltre 2.700 candidati si divideranno i seggi della Camera bassa del Parlamento, la Wolesi Jirga. Secondo la Costituzione afghana, ciascuna delle 34 province del Paese avrà almeno due rappresentanti femminili, il che significa che più di un quarto dei rappresentanti della Wolesi Jirga saranno donne. Si tratta di un passo avanti di estrema importanza, visto che soltanto quattro anni fa non era consentito alle donne lavorare al di fuori delle mura domestiche o apparire in pubblico se non accompagnate da un uomo della famiglia.
Gli elettori voteranno anche per i rappresentanti delle assemblee provinciali. Questi organismi regionali stabiliranno gli obiettivi da raggiungere per lo sviluppo a livello locale, e lavoreranno con gli amministratori provinciali per realizzarli. Avranno inoltre loro rappresentanti nella Camera alta del Parlamento afghano, la Meshrano Jirga.
Oltre dodici milioni di afghani si sono registrati per poter esercitare il loro diritto di voto. Nonostante i tentativi di intimidazione da parte degli estremisti, con minacce di violenza nel giorno delle elezioni, i funzionari afghani hanno espresso la speranza che gli elettori dimostrino ancora una volta il loro coraggio, come hanno già fatto in occasione delle elezioni presidenziali, inviando un messaggio chiaro alle forze antidemocratiche che vogliono privarli dei loro diritti fondamentali: l'Afghanistan non vuole tornare ad un passato oscuro di repressione.
Con l'aiuto della comunità internazionale, l'Afghanistan ha compiuto molti progressi nel corso degli ultimi quattro anni. L'economia cresce, i bambini riprendono a frequentare la scuola, il sistema sanitario migliora, si stanno ricostruendo le infrastrutture, i miliziani sono allo sbando, e le forze nazionali afghane riprendono il controllo dell'ordine pubblico. Per poter compiere ulteriori progressi, l'Afghanistan ha tuttavia necessità di un governo che funzioni appieno. Il popolo afghano sa che le elezioni di oggi sono una tappa fondamentale per la ricostruzione delle istituzioni democratiche, che consentirà ulteriori passi avanti.
L'impegno dell'Italia per il rafforzamento delle istituzioni del governo indipendente e della società civile in Afghanistan è qualcosa di cui tutti gli italiani dovrebbero essere orgogliosi. Gli Stati Uniti apprezzano molto questo impegno, ed esprimono altresì grande apprezzamento per il ruolo di comando svolto dall'Italia nella Forza internazionale della Nato di assistenza alla sicurezza e nel Team di ricostruzione provinciale a Herat. Grazie al contributo dell'Italia, l'Afghanistan è ora un Paese in cui è possibile tenere libere elezioni. E tutto ciò si inserisce nell'ambito di un impegno più vasto e molto apprezzato, da parte degli italiani, per aiutare la crescita di istituzioni democratiche in molti luoghi nella regione mediorientale, tra cui la Palestina, il Libano e i Balcani. Nessun Paese è stato più efficace nella collaborazione con gli Stati Uniti per realizzare tali istituzioni.
La comunità internazionale, consapevole dell'importanza delle elezioni odierne, ha messo a disposizione 160 milioni di dollari per assicurare il loro regolare svolgimento. L'Italia ha contribuito sia direttamente che attraverso l'Unione Europea. E contributi sono giunti anche dal Giappone, dall'Olanda, dal Canada, dal Regno Unito, e dall'Australia, oltre agli Stati Uniti. Il nuovo Parlamento afghano garantirà equilibrio di poteri nel governo. Il fatto che sia formato da gruppi diversi consentirà a tutte le voci dell'Afghanistan di essere ascoltate. E le sue ampie responsabilità di controllo garantiranno che nessun individuo o gruppo di individui possa rendere il Paese ostaggio di un programma restrittivo ed estremista. L'Italia, gli Stati Uniti e la comunità internazionale sono a fianco del popolo afghano che si reca oggi alle urne, un altro passo importante verso la realizzazione di un futuro migliore.
Ronald P. Spogli
*Ambasciatore
degli Stati Uniti in Italia