Orgoglio di evasore: «Così non pago mai tasse, multe e bolli»

nostro inviato a

Pian del Re (Cuneo)

Nome: Salvatore. Cognome: C. «Solo l’iniziale, non si sa mai...». Città: B. «Idem, anche se lì mi conoscono tutti» (è del Sud, patria del ministro M.). Età: 65 anni a febbraio. Partito: Lega, dal 1990. Professione: rivoltoso fiscale da 13 anni. «Bossi lo disse nel ’94 davanti al Castello Sforzesco di Milano di non pagare più tasse allo stato ladrone, io l’ho preso alla lettera». Irpef? «Risulto nullatenente». Ici? «Donato tutto ai figli». Multe? Sghignazzo. Canone Rai? Risata omerica dell’intera pattuglia di leghisti che attornia il signor C. in attesa che Umberto Bossi prelevi l’acqua del Po: «E chi lo paga, il canone?». Tassa rifiuti? «Guardi, ho una casa in campagna e l’acqua la pagavo. Ma quando lessi sul giornale che per la presidenza dell’acquedotto gli uomini di Mastella litigavano con quelli di De Mita, ho scritto una letteraccia mandandoli tutti affan... E non ho più pagato. Per togliere l’acqua a me, devono lasciare a secco dieci paesi».
Il precursore della nuova parola d’ordine leghista ha fatto le cose scientificamente. «Per non pagare più tasse sono andato dal notaio e ho rinunciato a tutto. Separazione dei beni dalla moglie e donazioni ai figli, se mi scaricano mi tocca vivere con la pensione di commerciante, 580 euro. Poi ho scoperto che se non paghi, basta tener duro e alla fine ti tieni i soldi». E le notifiche, le ingiunzioni, le confische? «Chi se ne frega. Arrivano lettere, due, tre, quattro, poi si stancano. I pignoramenti di fatto sono scomparsi. Sa perché? Le agenzie di riscossione non riuscivano a rivendere i beni sequestrati, le aste andavano deserte e non si sapeva più dove mettere la roba».
Controlli e verifiche fiscali sono barzellette. «Avevo un negozio - racconta -, sul registro Iva avevo scritto: mi avete rotto il ca..., viva Bossi che vi romperà le ossa. Venne un ispettore delle tasse, aprì il registro, disse che certe cose non si scrivevano e tirò un frego con il pennarello nero. Ma io l’avevo scritto in tutte le pagine...».
E l’auto? Le tasse sulla benzina, il bollo? Altra sganasciata. «La vede questa? - e giù una pacca sul tetto di una Golf blu -. L’ho intestata a mio figlio che vive in Inghilterra. È in fermo amministrativo da anni, ma io ci giro lo stesso. Ho fatto 900 chilometri per arrivare quassù, non ho incrociato neppure una pattuglia. Solo autovelox, ma a me non mi fregano». E se la fotografano? «Una volta nella mia zona mi hanno fermato. Ho detto ai vigili: quando avete 12 foto, mandatemele che mi faccio l’album». E dal cruscotto spunta una manciata di scontrini autostradali, tutti col timbro R: pedaggio non corrisposto.