Oriana e l’orgoglio

Oriana Fallaci è stata positivamente deflagrante e non ci stancheremo mai di ripeterlo: ma deve capire una volta per tutte che i suoi scritti sono molto più importanti di lei. Non il linguaggio, l’impaginazione, la qualità delle foto: ci interessa la sostanza del messaggio e la sua capacità di penetrazione, stop. Non il suo «Fuck you» rivolto pubblicamente al singolo personaggio, non i milioni di euro da lei richiesti a Liberazione e al Foglio e a Famiglia Cristiana che avevano osato criticarla, non i giudizi che lei esprime orgogliosamente di se stessa attraverso le sue querele. Ci interessa difenderla da quello schifo che sono i processi cui è stata sottoposta per reati d’opinione, ci interessa che possa scuotere le coscienze, come si dice: ergo, se il sito internet del ministero della Giustizia si è permesso di inserire l’ultimo articolo di Oriana Fallaci nella propria rassegna stampa, tra molti altri, gentile signora, non faccia come ha fatto: non parli di «offesa» giudicata «paradossale e imperdonabile», non preannunci «vie giudiziarie contro chiunque tenterà di rubarmi il testo». Nessuno le ruberà nulla, avrà le sue royalties: ma deve capire che l’unico copyright che ci distrae, di questi tempi, è quello sulla nostra civiltà. Per il resto, grazie.