Orlandi, le contraddizioni della superteste

La donna alla procura di Roma ha raccontato molti particolari circa la sparizione dei cadaveri di Emanuela Orlandi e di Domenico Nicitra. Ma due anni fa, in un'intervista a "Chi l'ha visto" aveva detto di non saperne niente

Roma - La presunta attendibilità di Sabrina Minardi, la supertestimone del caso Emanuela Orlandi già sposata con l’ex campione della Lazio Bruno Giordano e poi diventata la compagna di Enrico De Pedis, passa anche attraverso la contraddittorietà delle sue dichiarazioni. Alla procura di Roma ha raccontato le modalità della sparizione dei cadaveri di Emanuela Orlandi e di Domenico Nicitra, ma in un’intervista di due anni fa a "Chi l’ha visto" e mandata in onda ieri sera dichiarò che con il rapimento di Emanuela non c’entrava "assolutamente niente".

Nell’intervista la Minardi ha parlato della sua storia d’amore con "Renato" De Pedis ("che lui sapesse troppo era appurato, che non potesse fare un’infamità era noto") e degli incontri avuti in quegli anni. In particolare, ha fatto riferimento a due presunte cene alle quali avrebbe preso parte insieme con il boss, quando era ricercato, nella casa di Giulio Andreotti. "Un giorno Renato mi disse 'domani devi essere elegante' - ha dichiarato la donna - e quindi andammo in un negozio all’angolo tra via del Corso e via Condotti per comprare un vestito. Io non sapevo dove saremmo stati a cena, ma quando vidi che era la casa di Andreotti rimasi di sasso. Mi sembra che ci fosse un ascensore che portava in casa. Renato parlava con Andreotti con tranquillità, sembravano si conoscessero..., a tavola si parlò di cose futili".

Nel corso dell’intervista, la Minardi ha parlato anche delle conoscenze di De Pedis: "Conosceva Gelli, Renato era iscritto alla P2 - ha dichiarato - conosceva Pippo Calò ed una volta andammo nella sua casa di Palermo; una volta fummo invitati a cena da Flavio Carboni e lì c’era Roberto Calvi, mi presentarono Marcinkus, Calvi mi mise a disposizione il suo aereo per trasportare a Parigi i miei genitori che si erano ammalati".

La Minardi ha accennato anche alla morte di Domenico Nicitra: "Quale punizione peggiore per chi parla troppo - ha detto riferendosi al padre, Salvatore - sono molto severe le regole della malavita".