Orlandi, perquisita casa La "carceriera" nega

Squadra mobile e scientifica nell'appartamento vicino piazza San Giovanni di Dio dove, per la Minardi, veniva tenuta prigioniera la ragazza. La Mobili: "Ero in carcere all'epoca"

Roma - Perquisizioni e scientifica in azione. Gli uomini della squadra mobile stanno effettuando questa mattina una "ispezione dei luoghi" dell’appartamento e dell’ampio sotterraneo, in via Pignatelli, vicino piazza San Giovanni di Dio, in zona Gianicolense, dove, in base alle dichiarazione rilasciate Sabrina Minardi, sarebbe stata tenuta Emanuela Orlandi. Sul posto sono presenti, in via precauzionale, anche gli esperti della scientifica per i rilevamenti di eventuali tracce. Ci sono anche il procuratore aggiunto della Repubblica di Roma Italo Ormanni, i sostituti Andrea De Gasperis e Simona Maisto, nell’appartamento di via Pignatelli.

Rilievi Sono ancora al lavoro gli uomini della squadra mobile nella palazzina di via Pignatelli. Sul luogo sono presenti anche gli agenti della scientifica del nucleo Ert "esperti ricerca tracce", che stanno procedendo ai rilievi nell’appartamento e nell’ampio sotterraneo, utilizzando anche delle sonde. Tutta l’area intorno alla palazzina è stata transennata. Gli uomini dell’Ert stanno utilizzando anche un geo.radar per verificare se al di sotto del manto stradale siano presenti delle cavità. Gli agenti hanno effettuato delle verifiche anche in via Giovanni De Romanis, strada che fa angolo con via Pignatelli e hanno utilizzato il macchinario anche nel giardino di una scuola materna che dista circa venti metri dalla palazzina dove, secondo Sabrina Minardi, sarebbe stata tenuta prigioniera Emanuela Orlandi.

La "carceriera" nega tutto Ancora discrepanze e date che non tornano nel racconto della superteste del caso Orlandi, Sabrina Minardi. Nel corso di un interrogatorio durato circa due ore a intaccare la credibilità della teste è toccato a Daniela Mobili, indicata dalla Minardi come una sorta di carceriera di Emanuela Orlandi, proprietaria dell’appartamento vicino a Piazza San Giovanni di Dio dove - secondo la superteste - la ragazzina fu tenuta prigioniera prima di essere uccisa e gettata in una betoniera in un cantiere sul litorale romano. "Dal 1982 al 1984 ero in carcere, con il sequestro di Emanuele Orlandi non c’entro nulla": questo ha detto la Minardi ai pm romani titolari del caso, il procuratore aggiunto Italo Ormanni e i sostituti Andrea De Gasperis e Simona Maisto, alla presenza del capo della squadra mobile romana Vittorio Rizzi. La donna ha inoltre precisato di non aver mai avuto alle sue dipendenze una governante, ma soltanto una donna delle pulizie.

Il racconto della Minardi Nel suo racconto ai magistrati la ex moglie del calciatore Bruno Giordano spiegò che la ragazzina in un’occasione venne accompagnata dalla governante di Daniela Mobili in un bar della zona del Gianicolo. Da qui la stessa Minardi accompagnò poi Emanuela al benzinaio del Vaticano dove fu prelevata da un sacerdote. Daniela Mobili ha anche annunciato che presenterà una denuncia per calunnia, tramite il suo legale Angela Porcelli, contro la testimone Sabrina Minardi. Nel suo racconto Sabrina Minardi ha anche indicato Daniela Mobili come vicina al boss della banda della Magliana Danilo Abbruciati, ucciso a Milano nel 1982 da una guardia del corpo di Roberto Rosone, vicepresidente del Banco Ambrosiano, durante il fallito attentato.