Orlandi, Vaticano: "Infamie su Marcinkus" Procura verso la riesumazione di De Pedis

In una dura nota la sala stampa della Santa Sede prende le distanze dalle accuse circolate ieri a seguito della rivelazione dei dettagli che una &quot;superteste&quot; avrebbe fatto agli inquirenti sul <strong><a href="/a.pic1?ID=271198">sequestro di Emanuela Orlandi</a></strong> avvenuto nel 1983. <strong><a href="/a.pic1?ID=271444">Le contraddizioni della testimone</a></strong>

Città del Vaticano - Dura presa di posizione del Vaticano sul caso di Emanuela Orlandi e le accuse rivolte a monsignor Marcinkus. "Si divulgano accuse infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi", sottolinea una nota della sala stampa. "Si ravviva così - prosegue la nota - il profondissimo dolore della famiglia Orlandi, senza dimostrare rispetto e umanità nei confronti di persone che già tanto hanno sofferto".

Nella nota la Santa Sede afferma che "non si vuole in alcun modo interferire con i compiti della magistratura nella sua doverosa verifica di fatti e responsabilità. Ma allo stesso tempo - aggiunge - non si può non esprimere un vivo rammarico e biasimo per modi di informazione più debitori del sensazionalismo che alle esigenze della serietà e dell’etica professionale".

Tomba di De Pedis, ipotesi ispezione Gli inquirenti potrebbero prendere in esame la possibilità di chiedere al Vaticano di ispezionare la tomba di Enrico De Pedis, il boss della Banda della Magliana, indicato dalla sua ex compagna, Sabrina Minardi, di aver sequestrato, su mandato di Marcinkus, la minorenne e di averne gettato il cadavere in una betoniera. A piazzale Clodio, secondo quanto si è appreso, potrebbe essere valutata a breve la possibilità di verificare se la chiesa romana di Sant’Apollinare, dove si trovano i resti di "Renatino", ucciso nel febbraio 1990, sia o meno sotto la giurisdizione dello Stato Vaticano.

L’eventuale ispezione della tomba, che comunque dovrebbe essere autorizzata dalla Santa Sede, è stata più volte sollecitata dai familiari di Emanuela Orlandi. Tra l’altro, in una puntata del programma "Chi l’ha visto" di qualche anno fa andò in onda la telefonata di un uomo il quale sosteneva che per scoprire la verità sulla ragazza scomparsa 25 anni fa si doveva "andare a vedere nella tomba di De Pedis". In passato, alla richiesta di notizie sui motivi della sepoltura di "Renatino" a Sant’Apollinare, il Vaticano non ha mai risposto agli inquirenti. Nel 2005 inoltre il Vicariato di Roma non autorizzò la riesumazione del cadavere di De Pedis.