Orlando come Eduardo combatte con i fantasmi

Guardi Silvio Orlando, ma vedi Eduardo De Filippo. Con la stessa struggente malinconia e un po’ di imbranataggine che fa un po’ ridere, sì. Ma soprattutto pensare. Debutta alla Corte di Genova martedì alle 20.30 «Questi fantasmi» di Eduardo De Filippo, con l'interpretazione nel ruolo del protagonista di Silvio Orlando. Prodotto da Nuovo Teatro - Gli Ipocriti, per la regia di Armando Pugliese, sarà in scena fino a domenica.
Ideato da Eduardo nell'immediato dopoguerra, Pasquale Lojacono è uno dei personaggi giustamente più celebri del suo teatro, che lo eleva a protagonista di quella che Eduardo definisce «una tragedia moderna, perché c'è la capitolazione di tutti i sentimenti, la distruzione di tutti i poteri morali di questa nostra, tra virgolette, civiltà».
La trama. In cambio dell'alloggio gratuito, Pasquale Lojacono accetta di andare ad abitare con la moglie in un grande palazzo secentesco, che la diceria popolare vuole abitato dai fantasmi. E qui accadono subito cose strane sulle quali Pasquale, suggestionato dalla situazione, ha però un punto di vista completamente diverso da quello degli spettatori, scambiando per opera degli spiriti dei defunti i continui furti del disonesto portiere o per benefici di un'inquieta anima dell'aldilà i regali che l'amante della moglie gli lascia per poter continuare a fare liberamente il proprio comodo. Di tutto questo, Pasquale rende partecipe - attraverso memorabili monologhi che fanno da siparietto all'azione scenica - il dirimpettaio, silenzioso testimone dei fatti, che si snodano implacabili sul palcoscenico in un crescendo tragicomico. «Misi in scena il testo per Luca De Filippo alcuni anni fa - dice il regista -. Mi concentrai sulla casa degli spiriti a quel tempo, e sul rapporto dei personaggi con quella casa eppure... Oggi mi chiedo: ma tutto il distinguo tra "fesso" e "furbo" così caro ai miei concittadini, quel distinguo che quasi sempre tralascia la considerazione che oltre a quelle due condizioni possa esisterne una terza, l'intelligenza, l'avrò sottolineato a dovere? E riuscirò oggi a far capire che di questa pasta è il nostro protagonista, perché così lo ha voluto l'autore, con le sue disperazioni e le sue esaltazioni, in una partita in cui mette in ballo il valore stesso della sua esistenza? Speriamo di si».