Orlando: Rutelli rovina la Margherita

Luca Telese

da Roma

La Margherita entra in fibrillazione dopo e per il «caso Sicilia». Non è stata indolore la scelta di Ferdinando Latteri come candidato per le primarie, non è stata facile l’espulsione dal vertice di Leoluca Orlando per il suo sostegno alla candidatura di Rita Borsellino. E oggi continua a infuriare la polemica sia a livello nazionale che locale, rimbalzando in un gioco di specchi e innestandosi sulle vecchie contrapposizioni fra rutelliani e mariniani da un lato, e parisiani dall’altro.
Il fatto è che Orlando (tutt’altro che domato dalle sanzioni disciplinari) ieri ha ingaggiato un braccio di ferro senza quartiere con uno dei suoi grandi rivali nella Margherita, l’ex ministro Salvatore Cardinale. L'attacco dell’ex sindaco di Palermo al vertice della formazione centrista si fonda su una raffica di critiche sparate ad alzo zero: «Da Bolzano a Palermo - dice Orlando -, cresce il disagio nella Margherita per una gestione del partito che ne sta spegnendo la spinta di rinnovamento e sta marginalizzando il suo ruolo politico e culturale nella coalizione e nella società». E ancora: «Dichiarazioni a ruota libera di Rutelli, Marini e dei loro replicanti siciliani - ironizza caustico - hanno isolato il partito in un ruolo marginale nel processo di grande rinnovamento di queste consultazioni».
Poi l’affondo finale, una cambiale pronta all’incasso dopo un’eventuale vittoria della sua candidata (la Borsellino) e la probabile sconfitta del suo avversario (Latteri). «Oggi la Margherita - conclude Orlando - rischia di apparire come il più giovane esponente della vecchia politica. Mi chiedo se vi sia e vi sia stata sottovalutazione del ruolo delle primarie e delle prossime elezioni siciliane o piuttosto un deliberato tentativo di affossare l'esperienza primarie».
Nel silenzio gelido dei vertici, all’ex leader della Rete si incarica di replicare il segretario regionale della Margherita Salvatore Cardinale, che si sforza di mantenere un basso profilo, ma poi intasa le agenzie: «A Orlando - premette - non rispondiamo poiché non intendiamo prestarci a inutili polemiche. Ci interessa che le primarie rappresentino una reale occasione di democrazia, effettiva mobilitazione della società civile, di coinvolgimento di tutte le sensibilità che si riconoscono nella battaglia di rinnovamento dell'Unione». E poi: «La Margherita siciliana si è predisposta ad animare un confronto positivo tra candidati di valore, che provengono da esperienze diverse, ma avvertono in pari misura l'altezza e il significato di una sfida al centrodestra, ai suoi sistemi di potere, alle sue pretese di tenere la Sicilia in condizione fallimentare, al rifiuto di ogni influenza mafiosa nella vita economica e amministrativa. Se da un lato c'è chi immagina che le primarie debbano trasformarsi in un circo populista - conclude Cardinale ovviamente riferendosi ad Orlando - dall'altro c'è chi lavora perché assolvano all'ufficio di scegliere liberamente a quale delle sensibilità affidarsi». Non c’è dubbio. Il 5 dicembre resteranno dei cadaveri sul campo.