Orlando striglia i dipietristi troppo litigiosi

«Sarebbe un palese errore se di fronte a un grande progetto nazionale, come l'intesa che abbiamo raggiunto col partito democratico, ci si perdesse in un bicchiere d'acqua per qualche bega locale». Si appella quindi «al senso di responsabilità» l'onorevole Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell'Italia dei valori, nel tentativo di ricompattare un partito che a Genova, nell'ultimo congresso provinciale, si è spaccato in due senza riuscire a proclamare un vincitore. L'ex sindaco di Palermo, attualmente presidente della commissione parlamentare per le questioni regionali ieri era in città per rispondere all'invito di Carmen Patrizia Muratore, capogruppo Idv in Regione e per presentare, qualche ora più tardi, il suo libro sulla mafia insieme all'associazione «L'Europa che vogliamo». Alle prossime elezioni l'Italia dei valori correrà col suo simbolo autonomo, ma «apparentato» con quello del partito democratico. Per il portavoce nazionale di Idv si tratta di «un'ipotesi di fidanzamento parlamentare, vedremo poi se diventerà un matrimonio». Sulle beghe locali è tornata, invece, a margine dell'incontro Carmen Muratore: «Al momento c'è una pace concordata per portare il partito nelle migliori condizioni alle prossime elezioni del 13 e 14 aprile. Forse siamo più rumorosi degli altri, ma non siamo gli unici ad avere al nostro interno diverse correnti di pensiero». Egidio Pedrini, segretario della commissione trasporti della Camera, come al solito non le manda a dire: «Nell'ultimo congresso qualcuno ha combinato un bel casino e ora l'unico modo per trovare una convergenza è quello di confrontarsi sui contenuti».