Ormai anche i drammi sono oggetto di lucro

Tra ribrezzo e incredulità sfoglio le pagine di ogni quotidiano, osservo le immagini di ogni Tg cercando di capire fino a che punto il dramma possa diventare oggetto di lucro. Soprattutto però vorrei insegnare a me stessa quali sono i reali sentimenti che si dovrebbero provare davanti a una tragedia come quella della povera Chiara Poggi, vittima in un primo momento di un ignobile carnefice e poi di tutti noi, che cerchiamo quel gossip che è diventato il sale di una vicenda, questa, che dovrebbe soltanto suscitare pena e dolore. Ma secondo chi? Sicuramente non per Fabrizio Corona, che grazie alla stessa patologica attenzione che ora è riservata al delitto di Garlasco, continua ad avere l’opportunità per indottrinare con i suoi motti, e ancor di più a suscitare quella sottile invidia in tutti quelli che si alzano la mattina per lavorare senza sapere se, con onestà e dedizione, riusciranno ad arrivare a fine mese. Fabrizio Corona purtroppo è un esempio di quest'Italia, a noi mostrata attraverso i potenti strumenti mediatici, che oggi però ha superato il limite dell'umanità. L'umanità da chi come lui specula sul dramma non si può ottenere, non farebbe ciò che fa, ma il mostrarlo spavaldo, sfrontato e, più di ogni altra cosa, felice non aiuta noi ad averne ancora e a insegnarla ai nostri figli.