«Ormai ci siamo abituati E poi arrivano più turisti»

«E va bene, fa freddo. Ma sa, siamo in inverno...». Igor Rodeghiero, primo cittadino di Enego, 1.927 anime 80 chilometri a nord di Vicenza, non vede proprio dove stia la notizia.
Mi scusi, ma il suo Comune comprende la piana di Marcesìna, dove è stata appena registrata la temperatura più bassa d’Italia. Se meno 25 gradi le sembran pochi...
«Guardi, i giornalisti mi telefonano per questo motivo puntualmente ogni gennaio. E io non so più cosa dire, se non confermare che sì, da queste parti in inverno fa proprio freddo. A proposito, tutti dicono Marcesìna, ma a dire il vero si dice Marcèsina».
Mi scusi ancora. Ma il vostro record nazionale non può mica smentirlo.
«Guardi che qui il freddo piace a tutti. La neve porta turisti, e quest’anno nonostante tutti parlino tanto della crisi la stagione sta andando benissimo. Davanti alle finestre il panorama delle montagne imbiancate è magnifico. Quando usciamo, ci copriamo bene. E poi abbiamo una dieta fatta apposta per affrontare le basse temperature: formaggi di malga, salsiccia ai ferri e un buon bicchiere di vin brûlé».
Quasi la metà dei suoi concittadini, però, è over 65.
«E i responsabili dei servizi sociali fanno loro visita regolarmente, per controllare che stiano bene. Comunque oggi tutte le case hanno ottimi termosifoni, stufe e caminetti. Non si preoccupi, il freddo qui non lo patisce nessuno. I più anziani, poi, hanno la tempra dura: erano bimbi quando in queste valli si combattevano le battaglie più dure della Grande Guerra, e le assicuro che le condizioni erano molto più difficili. Allora il freddo faceva male davvero, e a volte uccideva. Questa sì sarebbe una storia da raccontare.