Ormai Vale tutto, anche in pubblicità

La Ryanair "ingaggia" Rossi senza dirglielo

Bel colpo quello di Valentino Rossi. Forse ha trovato la banca che potrà pagare le sue pendenze fiscali con lo Stato italiano, se queste verranno definitivamente accertate, cento e fischia milioni di euro. Trattasi di una ditta irlandese, specializzata nei voli aerei a prezzi bassi, dicesi low cost, la Ryanair, quella che vuole comprarsi a pacchi milionari di sterline Malpensa e Orio al Serio e dirottare Alitalia altrove. La pagina pubblicitaria sul Messaggero di ieri ha ottenuto l’effetto desiderato, se ne parla, se ne scrive, probabilmente se ne discuterà tra avvocati. Ecco l’autogol made in Dublin, ecco il vero, clamoroso V day, se Grillo e la sua orchestra accettano la battutina.

Valentino Rossi usa e jet, lui ha una faccia da spot, gli piace scherzare su tante cose, prendersi anche in giro come accade nell’ultima scenetta pubblicitaria di Fastweb che lo vede improbabile inquilino di una stalla lui abituato alle stelle, direi anche stelline. Rossi evasore, Rossi traditore della Patria, Rossi da punire, che paghi e spenga il motore. L’ex marito ideale per qualsiasi ragazza nostrana è diventato il vicino di casa di Erba-Tavullia, il mostro, il furbetto del motorino.

Quelli della Ryanair hanno capito che era arrivato il momento giusto per decollare; quale altro personaggio pubblico, non politico e politicante, non di spettacolo televisivo, non di sport puramente agonistico, piace a un popolo trasversale, di giovani, anziani, mamme, figli e militari? Elementare, Rossi. Dunque il gioco è fatto, senza avvisare l’interessato, il testimonial, come era già accaduto con José Luis Rodriguez Zapatero. «Due milioni di posti gratis? Meglio del nostro bonus bebè» aveva esclamato il leader spagnolo riferendosi a una legge del suo governo che favoriva le nascite. Il «fumetto» era apparso in una analoga paginata pubblicitaria sul quotidiano Abc, senza tuttavia che il primo ministro venisse informato dell’iniziativa irlandese. Il governo spagnolo aveva immediatamente chiesto chiarimenti, Ryanair dopo un «sorry» da protocollo aveva ribadito che una volta nella vita si può scherzare.

Due volte anche. Valentino Rossi non può rivolgersi al governo di Prodi-Visco, ha già dato, anzi vogliono che dia ancora. Probabilmente chiederà di non pagare nemmeno le tasse, quelle sì, ma aeroportuali, senza battaglie legali e simili. In questo caso la sua ribellione leghista verrà accolta da applausi scroscianti. Ryanair ha capito come tenere sveglio il mercato, il popolo internauta si sta già sfogando: sciacalli, poverino, ladro, disgraziato. Il cerchio è chiuso.

Valentino Rossi sta viaggiando verso il Giappone. Là un ministro si è suicidato e il governo è saltato in aria per scandali finanziari. Meglio evitare. A trecento all’ora si rischia di meno e si gode di più. Eppoi ci sarà il volo di ritorno e Vale saprà già a chi rivolgersi.
Tony Damascelli