Ornella canta «a merenda»

«Ho sempre sognato di cantare a merenda!». Così una frizzante e abbronzantissima Ornella Vanoni ha salutato l'immensa folla di persone che mercoledì pomeriggio si è radunata in Sardegna, all'Agnata: la casa da sogno di Fabrizio De André. Dori, incantevole, vestita di bianco, ha ricevuto personalmente gli ospiti che hanno gioiosamente invaso ogni angolo del giardino, seduti fra gli ulivi ed i fiori, in una simbiosi quasi magica con la natura, tanto da rendere percepibile, nel suo significato più profondo il termine di «natura umana». Era difficile, mercoledì scindere il verdissimo prato dai volti felici dei presenti, la vite vergine dalle pareti della villa, la veranda dal gelsomino... non c'è il mare, a casa di Fabrizio, ma sembrava lo stesso di essere a Genova. Ornella, infatti, ha dedicato il concerto ai nostri «grandi» cantautori, passando da Tenco a Paoli, a Fabrizio: da «vedrai» a «mi sono innamorata di te» a «bocca di rosa». Accompagnata al piano da Paolo Iannacci (sì, proprio il figlio) e alla chitarra da Michele Ascolese (collaboratore e amico di De André), ha dato nuova forza e vita alle canzoni attraverso la sua personalità e la sua voce, sottolineata, a tratti, dalla mitica tromba di Paolo Fresu, sardo, nativo di Berchidda, e organizzatore sia del concerto, che del Festival internazionale della musica più importante della stagione. Ha scelto, personalmente, tutte le canzoni, Ornella, e sulle note di «senza fine», «amore che viene, amore che vai» il pubblico è andato in delirio, ma quando ha iniziato a cantare «Hotel Supramonte» il silenzio era palpabile. È stata una richiesta di Dori , quella canzone , memoria del rapimento subito, e, quella ferita era ancora visibilissima sul suo splendido viso, nelle sue lacrime di commozione, nell'abbraccio dolce e prolungato a Ornella, da Dori definita: una grande amica. Sì, proprio un magnifico concerto, ma non solo: una lezione di vita, di stile, di pace, di coraggio, di amore Grazie Dori, grazie Ornella!