Da Ornette Coleman a Paolo Fresu In Calabria tutti i colori del jazz

Uno dei più importanti festival europei apre con il maestro del «free». Sul palco la Kocani Orkestar, Carla Bley, Joe Lovano e a chiudere la Shibusa Shirazu Orchestra

da Roccella Jonica

Siamo alla ventisettesima edizione. Questa volta Roccella Jazz offre dieci giorni fitti di concerti e di manifestazioni collaterali da domani al 25 agosto. L'apertura è affidata al quintetto di Ornette Coleman, ospitato nell'Arena dello Stretto. Roccella Jazz esordì con il sottotitolo «Rumori Mediterranei», allo scopo di porre in evidenza il proprio interesse per il jazz affacciato su tutte le sponde del Mediterraneo, comprese quelle africane e mediorientali, e per i musicisti italiani emigrati in America che riuscirono a conseguire affermazioni importanti. Tuttavia, col tempo, quella sigla divenne limitante. Roccella Jazz non l'ha mai perduta di vista ma si è trasformata in una delle rassegne internazionali più aperte e innovative. Dopo i mille festivalini e festivaloni italiani di luglio, se si vuole avere un'idea puntuale di come vadano le cose nella musica afroamericana e nei suoi dintorni, bisogna venire qui.
Nel 1980 non c'era nulla, nella zona, che sollecitasse l'avventura di portarvi musica seria, eppure qualcuno ci volle provare... Oggi le proposte di Roccella cominciano nel pomeriggio all'auditorio, proseguono all'ora dell'aperitivo al Convento dei Frati Minimi e si trasferiscono infine nell’anfiteatro, capace di 3.000 posti che non di rado vanno esauriti. Il cortile «eroico» se lo ricorda anche Ornette Coleman, che su quel palco suonò in quartetto nel 1988. Dice: «Sono vent'anni che manco dalla Calabria. Il pubblico, allora, ebbe qualche difficoltà ad entrare in sintonia con il mio gruppo, che era aspro e dissonante. Ma mi dicono che ora la platea sia molto più matura. Anch'io sono cambiato, e così pure il mio attuale quintetto. Naturalmente non faccio alcuna concessione ai gusti correnti, non ne sono mai stato capace. Ma i suoni dei miei strumenti sono più consonanti di una volta, mio figlio Denardo è un batterista spettacolare e i tre contrabbassi sintetizzano i vari aspetti della musica d'oggi: Tony Falanga è quasi classico, Charnett Moffett è il tipico virtuoso di jazz contemporaneo e Al McDowell è un bassista elettrico che entusiasma i giovani».
Riguardo al cartellone si possono segnalare i concerti principali. Per i dettagli si rinvia al sito internet http//www.roccellajazz.net. Venerdì nella piazza delle Tre Chiese di Gerace, il progetto Re: Pasolini del sestetto di Stefano Battaglia. Il 18, a Polistena, il quartetto di Enrico Rava e Stefano Di Battista. Il 19, a Morgeto, non si perda il magnifico Amato Jazz Trio. Il 20, a Siderno, ci si attende grande musica dal nuovo quartetto del soprano Karin Schmidt con Paolo Alderighi al pianoforte, da Paolo Fresu e Antonello Salis con la Kocani Orkestar e da Doctor 3. E ancora, a Roccella, Paolo Fresu in solo, Franco D'Andrea in trio, Fresu con Uri Caine, Paolo Damiani in sestetto, Carla Bley in quintetto, Joe Lovano in quartetto, e un finalone imprevedibile con i 30 elementi della Shibusa Shirazu Orchestra.