Oro in altalena, la Cina spinge lo stagno

Seduta a due facce per l’oro. Prima un robusto rialzo fino a 833 dollari l’oncia, poi la ritirata a 818 dollari. Sul metallo giallo ha pesato il continuo rafforzamento della valuta statunitense. Tra i metalli di base, i prezzi a tre mesi dello stagno sono saliti del 6% a 18.800 dollari per tonnellata. Si teme una contrazione dell’offerta da parte di Indonesia e Cina. In altalena il petrolio su cui ha inciso anche la riapertura dell’oleodotto Baku-Tblisi-Ceyahan, che trasporta il greggio del Caspio verso l’Europa.