Oro, gli analisti sicuri: «Arriverà a quota 800»

da Milano

Oro senza freni. Sul mercato a contanti di Londra, l'oncia ha raggiunto quota 779,75 dollari. Sui mercati future statunitensi le quotazioni hanno sfondato quota 780 dollari. Siamo ai massimi dal gennaio 1980. Ancora lontani da quota 873, il massimo assoluto, ma le prospettive restano rigorosamente rialziste. La spinta arriva innanzitutto dal calo del dollaro alimentato anche dalla dichiarazioni dei pezzi da novanta dell'Eurozona.
«Il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker continua a perorare la causa di una moneta unica forte», osserva Roberto Mialich, Fx strategist di Unicredit Mib. Della stessa opinione Alessio Fontani, responsabile dell'ufficio studi della Cassa di Risparmio di Firenze secondo cui «con una previsione che vede il dollaro scivolare fino a 1,45 è chiaro che l'oro tende a salire. Anche perchè resta una grande incertezza sul ciclo economico Usa e sulle dimensioni, non ancora acclarate, della crisi dei mutui».
Insomma, il metallo giallo torna a rappresentare un porto sicuro per gli investimenti. Tra gli altri fattori che alimentano l'appeal ci sono gli impatti inflazionistici legati alla corsa del petrolio e delle altre materie prime, nonchè l'ingresso sulla scena mondiale dei nuovi ricchi.
«Stanno comprando soprattutto India, il maggiore consumatore mondiale, Cina e Vietnam. Qui l'investimento aureo, anche per gli articoli da gioielleria, viene visto come una protezione contro l'inflazione», commenta Roberto Isidoro, responsabile finanza della Carichieti, dopo un vita spesa sul mercato svizzero. Poi ci sono i fondi pensioni, gli hedge funds e la diffusione degli Etf (Exchange traded funds). Questi strumenti, quotati anche alla Borsa di Milano, consentono ai piccoli risparmiatori di scommettere sul metallo giallo.
«Gli Etf sull'oro valgono circa 20 miliardi di dollari, pari a 750 tonnellate, in pratica quasi un terzo della produzione mondiale», osserva Hector McNeil, responsabile delle vendite di Etf securities, società leader a livello mondiale nel settore degli Etf. Per capire la dimensione del fenomeno basti pensare che nel 2004, il denaro dei fondi e degli Etf investito sull'intero universo delle materie prime raggiungeva a malapena i 20 miliardi di dollari. E il forte sbilanciamento tra domanda e offerta rischia di non interrompere la corsa dei prezzi del metallo giallo. «La produzione mondiale di oro è prevista a 2.600 tonnellate contro una domanda di 3.600 tonnellate. Quota 800 dollari è solo dietro l'angolo», conclude McNeil.