Oro anche in discesa Goergl, regina dispettosa che ha un contratto con mamma e papà

Garmisch Partenkirchen La vita può ricominciare a 30 anni, Lizz li compirà domenica prossima e «wow! non vorrei avere un giorno di meno». Lizz è Elisabeth Goergl, qui a Garmisch vive e scia su una nuvola, altro che Vonn e Riesch, ieri sul podio ma battute, è lei la donna dei mondiali, ha già due ori in tasca e ne ha buttato un terzo sciando al risparmio nello slalom della supercombinata, in velocità è finora imbattuta, prima in superG, prima nella discesa della supercombi e prima ieri, in quella vera che valeva per il titolo più prestigioso. E non è finita, perché giovedì avrà l'ultima chance in gigante. «Amo questa pista, adoro questa neve, mi sta riuscendo tutto alla perfezione».
La Goergl non aveva mai vinto una gara di discesa in vita sua, non c'era posto migliore per la prima volta e a chi le fa notare che in Austria stanno facendo più notizia le sconfitte degli uomini delle vittorie delle donne (finora tre ori su tre) risponde con un sorriso: «I giornali non li leggo, ma è normale sia così, quando va tutto bene cosa c'è da dire?». Nell'ultimo anno Lizz si è addolcita. Non è più l'atleta insopportabile che in ricognizione passava sulle code degli sci delle rivali che trovava sulla sua linea ideale, ora sorride, saluta, si ferma a fare due chiacchiere con chi capita. Solo davanti al cancelletto torna la Lizz aggressiva di un tempo, una leonessa pronta a sbranarsi le porte e le avversarie. Figlia e sorella d'arte, con il fratello Stephan (assente ai mondiali ma già più volte primo in coppa del mondo) anni fa ha stipulato un contratto con i genitori: «Visto tutto quello che avevano speso per farci sciare gli abbiamo messo per iscritto che se fossimo diventati forti li avremmo ripagati». Quanto ha guadagnato in questi giorni? «Bella domanda, non ci ho ancora pensato, io scio per passione, non per denaro».