Oro, arte, immobili: con la crisi tornano di moda i beni rifugio

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da Milano

Quanto durerà ancora la crisi sui mercati finanziari? Nessuno lo può prevedere. Buona parte delle stime che gli esperti facevano un anno fa sono state smentite. Una cosa è certa: ciò che interessa in questo momento ai risparmiatori è soprattutto mettere al riparo il proprio capitale. Lo si evince dalla fuga dai fondi comuni (tra luglio e agosto 16 miliardi ritirati), ma anche dalle telefonate che arrivano in redazione al Giornale, preoccupate. In tempi come questi tornano d’attualità i cosiddetti «beni rifugio», quegli investimenti che storicamente si sono rivelati solidi e in grado di garantire un ritorno sul lungo periodo.
Immobili. In Italia i prezzi medi sono saliti del 70% negli ultimi dieci anni, ma la recente crisi immobiliare internazionale naturalmente si è fatta sentire. «La crisi riguarda soprattutto gli immobili di bassa qualità e quelli nelle periferie - dice Alessandro Ghisolfi, responsabile dell’ufficio studi del gruppo Ubh (che controlla le reti di agenzie Grimaldi e Professione Casa) -; gli immobili di pregio, invece ne sono indenni. In ogni caso: la Borsa negli ultimi 12 mesi è scesa del 30%; per quanto possa ripiegare il mercato immobiliare cadute di questo tipo sono impensabili». Come è meglio investire? «Oltre agli immobili di grande pregio, vanno bene gli appartamenti piccoli in zone sicure e ben servite delle grandi città - aggiunge Ghisolfi -: per esempio, Città studi o la zona Fiera a Milano. Ma anche i box sono una buona scelta per l’investimento». L’approccio dev’essere comunque di lungo periodo.
Arte. Anche in questo settore si sono avute crescite straordinarie negli ultimi anni, difficilmente ripetibili nei prossimi. Come mostra l’indice del mercato (messo a punto da due economisti americani) sul lungo periodo (gli ultimi 10 anni) dipinti e sculture hanno battuto la Borsa, ma sul lunghissimo la gara è controversa (ma 100 anni fa il mercato era ancora ben poco sviluppato). Dal canto suo, però, l’arte ha il vantaggio di offrire anche un «rendimento estetico» impagabile. La raccomandazione degli esperti se si acquista per investirvi, come bene rifugio, è quello di privilegiare gli antichi maestri o l’arte moderna. Quelli dell’arte contemporanea e d’avanguardia sono asset meno liquidi, di più difficile valutazione e più soggetti ad alti e bassi.
Oro. Il più classico dei beni rifugio, è quotato su tutte le piazze del mondo e dal febbraio 2000 anche i risparmiatori privati italiani possono acquistare monete e lingotti in esenzione da Iva. Si apprezza quando sale l’incertezza sui mercati e, ultimamente, anche per la domanda dai nuovi ricchi dei Paesi emergenti, come tutte le commodities. I massimi storici a 1.100 dollari l’oncia, li ha raggiunti all’inizio dell’anno. Negli ultimi 10 anni il valore dell’oro si è triplicato. Di recente la volatilità è salita: la quotazione ha ripiegato fino a quasi 750 dollari (come evidenzia il grafico), per poi risalire fino a 900 dollari e subire un nuovo brusco calo venerdì scorso, attorno agli 840 dollari. Ieri 14 investitori e analisti internazionali su un panel di 22 intervistati dall’agenzia Bloomberg, hanno suggerito l’acquisto. Come per ogni bene rifugio, è però consigliato un approccio di lungo periodo.