Orologio «saltante» in oro rosa e palladio

Questo nuovo modello rilancia la maison elvetica nel firmamento dell’altissima orologeria

Le origini della Maison Perrelet sarebbero sufficienti a qualificarla di diritto nell'olimpo dell'orologeria, ma difficoltà organizzative e gestionali, l'hanno relegata ai margini per molti anni. Abraham-Louis Perrelet, il capostipite, fu infatti l'inventore del movimento a ricarica automatica con massa oscillante imperniata al centro, nel 1777, nonché Maestro orologiaio di straordinaria preparazione tanto da attirare presso di sé il genio di Abraham-Louis Breguet.
Bisogna, poi, fare un balzo di oltre un secolo, arrivando al 1995, per ritrovare la Maison nuovamente alla ribalta, in virtù dell'invenzione del movimento automatico a doppio rotore. Ma solo da un biennio a questa parte, la Casa sembra aver ritrovato lo smalto migliore per recuperare il terreno perduto e tornare protagonista, grazie ad una opportuna chiarezza strategica ed a prodotti più calibrati dall'elevato rapporto qualità/prezzo: tutti i modelli Perrelet sono dotati di movimenti a carica automatica, un principio ritenuto inderogabile, ovviamente, dalla Maison, e il rotore prevede un design brevettato. Dopo il succitato exploit tecnico del 1995, quest'anno la Casa ha di nuovo fatto parlare di sé per il lancio del nuovo calibro P-1030, con ore, minuti e data analogica a lancetta centrale, e grande fase di luna, proposto in un modello da donna con cassa tonneau o rotonda in acciaio, quadrante in madreperla e indici costituiti da brillanti incastonati. Il design glamour e la grafica, dalla pulizia e simmetria impeccabili, ammiccano al fascino antico della luna e delle stelle e rendono omaggio ad una donna moderna, ma anche romantica e sognatrice. Non meno interessante, sempre durante la recente edizione di Baselworld, la presentazione dell'Ore Saltanti in acciaio, in oro rosa ed in palladio (serie limitata a numerata con due varianti di quadrante). Il calibro Perrelet P-191, sviluppato per la Maison nei migliori atelier orologieri della Vallée de Joux, colloca la finestrella dell'ora «a saltarello» al 12, decentra verso l'alto il quadrante dei minuti, la cui scala degrada nello spessore dal basso verso l'alto, e riduce l'incidenza dei piccoli secondi a poco più di un semicerchio. Perrelet, nel 2006, non ha voluto mancare l'appuntamento con una delle complicazioni più difficili ed articolate dell'orologeria, proponendo un modello con ripetizione a cinque minuti. Una classica cassa rotonda con quadrante sobrio e pulito destinato ad ore, minuti e secondi con indici orari geometrici, è equipaggiata con il calibro meccanico automatico P-201 che consente di attivare, a richiesta, il meccanismo della suoneria esercitando una pressione sul pulsante all'8: un primo timbro grave suona le ore; successivamente i cinque minuti vengono segnalati acusticamente mediante due timbri, uno grave e uno acuto, che rintoccano in coppia. L'estensione del suono è garantita da un ingegnoso sistema di «svuotamento» della cassa, che offre una risonanza superiore rispetto ad una struttura standard.