«Un orrore che non so spiegarmi»

Alle otto e mezza di sera, con la moglie, Simone Veronesi torna alla villa del massacro. Con lui c’è anche l'amico che dopo ore di tentativi inutili di rintracciare gli zii, ha scavalcato il cancello, e si è trovato davanti all'orrore. «Vengo dall'obitorio - dice Simone ai carabinieri che presidiano la villa - e domani devo andare alle pompe funebri, i funerali sono fissati per martedì, e servono degli abiti per vestire i corpi, delle foto per le bare. Ho bisogno di entrare». Ma non si può. Dentro i Ris stanno ancora frugando. Poi si lascia andare, e racconta: «Li cercavamo ormai da ore, e non li trovavamo. Alla fine abbiamo deciso di entrare ugualmente. E quello che ci siamo trovati davanti non si può spiegare. Prima ho visto la zia, in camera da letto. Poi lo zio, da basso, nella tavernetta». «Un’idea di ciò che è successo? Non ce l’ho visto che ancora nessuno mi ha detto nulla».