"Orrore, quei corpi bruciavano e non potevamo fare nulla"

Il velivolo non riesce a prendere quota e precipita: pista in fiamme, soccorritori in lacrime e sotto choc

Una palla di fuoco alla fine della pista poi fumo. Non è l’immagine peggiore. È la prima. Sull’autostrada il traffico rallenta. Gli occhi sono puntati sul punto infuocato. «Stavo tornando a casa quando ho visto davanti a me un aereo, sembrava che stesse atterrando, ho guardato di lato e mi sono spaventato: sollevava un’enorme nuvola di sabbia al suo passaggio. Ho capito che era uscito di pista. Poi ha cambiato bruscamente direzione, la sua ala destra si è schiantata al suolo. Poi l’esplosione». Manuel Mata è uno dei tanti automobilisti che ha visto tutto.

Dalla torre di controllo le prime chiamate disperate. Dalle vetrate occhi allucinati si stampano verso l’MD82 della Spanair appena decollato. Ci sono i parenti, gli amici, altri in attesa di imbarcarsi. Da lì si vede solo fumo. Le ambulanze sono almeno 60 ma non si muovono. Sono tutte allineate, aspettano un cenno per partire. Là è un inferno di fuoco. Un chilometro dal Terminal 4, la pista 36, la più appartata. Si chiama La Isla. A partire per primi sono i pompieri; 170 vigili e 70 pompieri. Prima si raccolgono i feriti dopo si potrà andare a riprendere i cadaveri. Il rogo si spegnerà tre ore dopo, alle cinque del pomeriggio. La Spanair è una compagnia low cost, una sussidiaria della Scandinavian airlines System, o Sas, che negli ultimi tempi aveva iniziato ad accusare i colpi del caro-gasolio, e aveva annunciato una riduzione di personale di più di 1000 unità e un taglio a molte rotte. La Sas è anche la compagnia dell’incidente di Linate.

Il volo JK5022 per Las Palmas nelle Canarie era partito con un’ora di ritardo. «Problemi tecnici», avevano spiegato dalla compagnia. Il decollo alle 14.30. A bordo 172 persone, tra cui due neonati e nove persone dell’equipaggio. Lo schianto un attimo dopo. I morti secondo i dati ufficiali sono 153, 19 i sopravvissuti. Feriti in condizioni gravissime. L’aereo era carico di cherosene e nell’impatto si è incendiato. «È un miracolo se ci sono ancora superstiti», dice un testimone che ha visto dal vetro. Una bimba di due anni è morta durante il tragitto in ambulanza verso l’ospedale. Il resto è panico e paura per chi resta a guardare. Restano le testimonianze. Racconti strazianti da chi ha visto anche da troppo vicino. «Ci siamo bruciati per raccogliere le vittime. Il caldo era spaventoso. Quei corpi ribollivano». Un operaio che lavora all’Aena, l’ente che gestisce l’aeroporto ha raccontato: «L’aereo era spezzato. I corpi dappertutto». Chi torna indietro ha gli occhi vuoti, inorriditi. «Non ho mai visto nulla del genere in vita mia», dice Luis Herreras, il capo dei soccorsi. Parlano due poliziotti: «Non resta niente che assomigli anche vagamente a un aereo». Un altro agente con la faccia piena di fuliggine passa sperando di non essere fermato. «Tremendo. Non fatemi raccontare l’orrore che ho visto. È la cosa più vicina all’inferno che abbia mai visto. Non potevamo nemmeno avvicinarci».

Quasi tutti i feriti sono stati portati all’ospedale de la Paz. I parenti sono arrivati di corsa, hanno tutti fretta, vogliono sapere, chiedono la lista dei ricoverati, chiedono rassicurazioni. «E invece non sappiamo niente. Ci stanno facendo girare come trottole, mio figlio era sull’aereo e non sappiamo niente», urla una donna. Intanto Segio Allar, direttore commerciale di Spanair ha rilasciato una dichiarazione brevissima: «Al momento non abbiamo abbastanza elementi per arrivare a conclusioni». La Spagna è sotto choc. Il sindaco Alberto Gallardon ha dichiarato tre giorni di lutto cittadino. Zapatero e alcuni dei suoi ministri hanno interrotto le loro vacanze e sono tornati a Madrid. Un messaggio di cordoglio è arrivato in serata anche dal nostro presidente Napolitano indirizzato a Re Juan Carlos.
Dall’aeroporto di Las Palmas in Gran Canaria, dove doveva atterrare il volo, ci sono almeno 50 persone ad aspettare. Sono i familiari. Un uomo in lacrime dice di aspettare la sorella, una signora invece ha appena scoperto che i suoi due figli non erano a bordo. Arriva la lista ufficiale, molti passeggeri sono delle Canarie. La Farnesina comunica che non c’erano connazionali a bordo, poi il dubbio: in lista un Domenico Riso, nome italiano ma nazionalità probabilmente straniera.