Orsini a Bruxelles: "La Ue tuteli il legno arredo"

Presentato al Parlamento Europeo primo rapporto Fla dedicato al settore. Tra le richieste di Federlegno Arredo: l'etichetta "made in" con la carta d'identità del mobile, il sostegno all'industria creativa e alle fiere per l'internazionalizzazione

Proteggere e valorizzare i prodotti europei, puntando sull’etichettatura Made In, a garanzia del consumatore, attraverso la carta d’identità del mobile, aumento della competitività rispetto ai Paesi emergenti, supporto e tutela dell'industria creativa e del design che generano nuova economia, puntare all’internazionalizzazione con attenzione alle fiere di successo come il Salone del Mobile.Milano per supportare il settore e la filiera dell'arredo anche quando organizza saloni all'estero come a Mosca e a Shanghai. Questi i più importanti temi portati sul tavolo di Bruxelles da Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo in occasione del primo rapporto Fla dedicato al settore presentato al Parlamento Europeo. Con un tema chiaro quanto il messaggio lanciato: LegnoArredo dal made in Italy all'Europa per sensibilizzare la politica continentale sui dossier aperti.

Orsini, che ha chiesto anche di “evitare battaglie interne nell'Unione Europea” ha tracciato il quadro del settore e delle attività di FederlegnoArredo che rappresenta 79mila imprese italiane, il 16% delle aziende industriali che fatturano oltre 41 miliardi di euro e producono il 4,8% del Pil. Il settore in Europa vale 209 miliardi di euro - 91,5 sono di arredamento , 111 di legno”. E l’Italia, in Europa, è seconda dopo la Germania, che significa il 15% del mercato continentale e 33 miliardi di valore. Nono solo, l'anno scorso le esportazioni italiane nel settore hanno superato i 15,3 miliardi di euro con Francia e Germania come primi mercati di sbocco, a fronte di 8,5 miliardi di euro di importazioni.

Un settore in espansione soprattutto nel settore del riciclo del legno e delle costruzioni in legno, come ha sottolineato il direttore generale dell’associazione Sebastiano Cerullo, mentre Paolo Fantoni ha chiesto l’azzeramento o il ridimensionamento dei sussidi alle biomasse laddove vengono usate per produrre sia energia elettrica sia energia termica, armonizzazione dello standard sull'emissione di formaldeide e tutela della produzione europea a norma, end of waste da estendere ai mobili, mettendo a una "asimmetria pericolosa" per il consumatore e per il mercato, bloccando anche le importazioni extra-Ue di pannelli di qualità e sicurezza inferiori.