Orsini, uno psichiatra difensore civico

Fumata bianca per Bruno Orsini. L'ex sentore della Dc, psichiatra, è stato eletto ieri pomeriggio dal consiglio comunale quale nuovo difensore civico del Comune di Genova. Nel pomeriggio di votazioni, non sono mancate le incertezze. L'urna è stata riempita per tre volte: troppo alto il numero di schede bianche (della maggioranza) e nessuno dei candidati poteva raggiungere così il numero di voti necessario per l'elezione. Oltre a Orsini, infatti, erano candidati gli avvocati Massimiliano Furlanetto, Simone Stagnaro, Luigi Pincin, Franca Bollo e Stefano Vignolo, l'onorevole Fulvio Cerofolini (già sindaco di Genova e difensore civico comunale) e il professor Salvatore Di Meglio.
Alla terza votazione, l'ultima, Orsini, che prende così il posto dell'uscente Cerofolini, è stato eletto con 38 voti favorevoli, sei schede bianche, una nulla. Due gli astenuti. Nessuna grande sorpresa: il suo nome era già stato dato come il più probabile. Un curriculum importante: 78 anni, deputato per quattro volte, sottosegretario alla Sanità prima, senatore poi. La sua elezione era già stata «tentata» a febbraio, quando non venne raggiunta la maggioranza di due terzi necessaria per l'elezione. La candidatura di Orsini era stata proposta a suo tempo dal consigliere di Forza Italia ed ex sottosegretario Alberto Gagliardi, quando ancora la sinistra era arroccata sull’indicazione di altre personalità considerate «contigue».
Nel corso della seduta di ieri pomeriggio si sarebbe dovuto anche discutere del «calendario riunioni». Ossia, della possibilità di spostare il giorno in cui viene convocato il consiglio, già portata avanti dal senatore e consigliere comunale Enrico Musso, impegnato a Roma. Il senato, infatti, si riunisce proprio di martedì, stesso giorno in cui è fissato l'appuntamento in aula Rossa. Enrico Musso aveva chiesto, all'alba della sua elezione, di anticipare al lunedì le riunioni genovesi. L' iniziativa era stata però salutata con scarso entusiasmo dalla maggioranza del consiglio comunale. Ora, la mozione promossa da Forza Italia e iscritta più volte all'ordine del giorno è stata rimandata un'altra volta proprio per l'assenza di Musso. Che era a Roma. Ma come può il capogruppo del gruppo misto partecipare a una votazione a Tursi, mentre vota a palazzo Madama?