Gli orti dei pensionati subaffittati in mero a immigrati irregolari

L’allarme del consiglio di zona 3: «Molti cani feriti nelle capanne
abusive sul Lambro». Il 90 per cento degli orti della zona non è in
regola, ma c’è chi subaffitta ai clandestini

Orti trasformati in abitazioni. In via Rizzoli le capanne degli ex ortisti, lungo le sponde del fiume Lambro, sono diventate il rifugio di gruppi di extracomunitari.
Stanchi di zappare la terra per una manciata di frutta e verdura alcuni ortisti abusivi hanno pensato bene di far fruttare in altro modo il valore della loro «proprietà». Per poche centinaia di euro hanno ceduto in affitto a famiglie nordafricane le loro capanne degli attrezzi, peraltro sistemate lungo il Lambro senza alcuna autorizzazione.
Un circolo vizioso di abusivismo ed illegalità che comincia proprio dagli ortisti, i primi a comparire nella lista degli irregolari.
Secondo l'ultima sentenza del tribunale che risale allo scorso novembre il 90 per cento degli ortisti di questa zona risultano abusivi, su circa quaranta orti solo di quattro è stata riconosciuta la proprietà, gli altri continuano ad essere irregolari.
«Sì, è vero, alcuni di noi hanno dato in affitto a famiglie straniere il proprio orto come abitazione - ammettono due ortisti che ancora coltivano la terra - li vediamo spesso che arrivano con materassi e buste della spesa».
Una delle «case» è nascosta dietro una staccionata di eternit chiusa con un grosso catenaccio ma basta sbirciare tra le strette fessure dell'amianto per rendersi conto che qualcuno vive nella capanna. Dentro s'intravede un lavandino, qualche pentola e alcuni materassi ammucchiati.
Il via vai di extracomunitari, nonostante le denunce del comitato residenti Nord est, non è mai cessato e chi vive nel quartiere si sente impotente e abbandonato. «Chiediamo che il Comune e il Prefetto diano seguito alla sentenza del tribunale e provvedano a smantellare gli orti e a bonificare l'area per restituirla al quartiere - attacca Ivo Del Guzzo - il nostro quartiere è in crescita è abbiamo bisogno di nuovi servizi». Con la realizzazione di nuovi complessi residenziali, nel quartiere, a due passi da Cascina Gobba, è cresciuta anche la popolazione: «Negli ultimi tempi, noi residenti soffriamo soprattutto per la mancanza di parcheggi - continua del Guzzo - pertanto chiediamo la possibilità che al posto degli orti venga realizzato un parcheggio e un parco attrezzato».
La richiesta di procedere alla bonifica dell'area arriva anche dal consiglio di zona 3: «Ho presentato una mozione - afferma Andrea Ancona, presidente della commissione Sicurezza - per chiedere l'immediato smantellamento degli orti abusivi e il ripristino della legalità».
Il sospetto, infatti, è che all'interno degli orti non ci sia solo il problema del racket dei posti letto affittati agli immigrati ma che si consumino anche altre attività poco lecite.
«Un po' di tempo fa - aggiunge ancora Del Guzzo - in alcuni orti veniva organizzati dei veri e propri combattimenti di cani, è capitato più volte che i grossi pittbull sfuggissero ai controlli e si spingessero fin all’interno delle nostre cantine. Io stesso li ho visti, si infilano nei cancelli e quando il portone è aperto corrono giù per le scale». Adesso i combattimenti sembrano cessati ma all'interno di alcuni orti, protetti da un alta cancellata, i pitbull ci sono ancora. «Ogni tanto ne vedo qualcuno con delle grosse ferite - confida un ortista - probabile che i combattimenti non siano cessati del tutto. Basterebbe qualche controllo in più e risolveremo insieme i problemi di degrado, sporcizia e illegalità».