Gli orti sociali vanno a finire sulla «collina dei veleni»

Giochetti al parco «da farsi» nelle ex aree Fit di Sestri Levante. Che un pugno d'orti sociali fa rosicchiare alla maggioranza un pezzo d'opposizione. Con antefatto che ha del «bucolico», perché il sindaco Andrea Lavarello lo agogna da tempo sto' parco; e ci ha provato a infilarlo, insieme a 345 parcheggi sotterranei e a un po' di modifiche, nella variante poi stoppata dall'ipotesi referendaria. Niente da fare, contestazioni a gogò e ricorso al Tar per mancata concessione del referendum.
Finché sabato scorso «l'orto sociale» ha aperto nuovi orizzonti: il consigliere d'opposizione Vincenzo Gueglio, già presidente del Comitato pro referendum contro la variante, in un convegno, annuncia a sorpresa il suo progetto di parco: sposta i parcheggi a raso nella zona che, durante i giorni di lotta contro l'allora sindaco Mario Chella (deus ex machina dell'operazione aree ex Fit), lui stesso chiamò «collina dei veleni» per i residuati industriali impacchettati lì sotto; allarga la strada parco; trasforma l'attuale Aurelia in pista di pattinaggio; poi piste ciclabili, giochi per bimbi, campi da bocce e un bel pezzo di verde destinato all'orto sociale dove «chi vuole può divertirsi a coltivare». Chella, seduto tra gli astanti, approva; il suo sindaco Lavarello valuterà e l'opposizione schiatta di bile. «Cosa ci fa Gueglio, uno dei più agguerriti detrattori di Chella, gomito a gomito con lui?- sbotta Giacomo Rossignotti, consigliere di Segesta Domani -. E cos'è tutta questa fretta sul parco? Qualcuno della minoranza evidentemente s'è smarcato e accusano noi d'un conservatorismo stupido. Chella su queste aree ha lasciato costruire senza chiedere la bonifica e adesso vien da ridere sentire Gueglio che vuol fare gli orti sociali su un terreno al veleno. Strano questo nuovo connubio e ci spiace che qualcuno si sia prestato a fare da sponda ad un'operazione che è immondizia». Non ha dubbi Gianteo Bordero, capogruppo Pdl in consiglio: «Stiamo parlando di un parco che non c'è, mentre c'è da chiedersi a cosa puntino l'amministrazione e Gueglio. Forse a creare una cortina fumogena per sviare l'attenzione da altre operazioni di cementificazione nelle aree di riserva (otto palazzine). Il progetto di Gueglio con i suoi orti sociali è in chiaro accordo con la maggioranza».
Bordero ricorda i due ricorsi al Tar pendenti sulla pratica: «Inutile parlare adesso di parco. Non ci sono gli estremi». Poi il memento di Rossignotti: «E comunque questo è un parco che dovranno pagare i cittadini rinunciando al potenziamento della rete fognaria. La sensazione è che ci siano forti interessi concentrati nelle mani di pochi e questa musica deve finire».