Ortis riparte all’attacco: «Separare Snam dall’Eni»

«La rete di trasporto deve essere un servizio neutrale»

da Milano

Il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis, è tornato ieri alla carica sulla questione dell’indipendenza di Snam Rete Gas. E lo ha fatto per la prima volta da quando si è insediato il nuovo governo, a cui il messaggio aveva tutta l’aria di essere diretto: «Riteniamo che sia opportuno e necessario rendere Snam Rete Gas società terza e quindi neutra rispetto a tutti gli operatori a monte e a valle» ha detto Ortis in occasione del «Workshop sulla regolamentazione per i settori dell'elettricità e del gas nel Mediterraneo». «Sosteniamo - ha continuato Ortis - la necessità che la rete di trasporto e stoccaggio sia un sistema infrastrutturale da monopolio tecnico regolato, che offra servizi in modo separato, neutro e non discriminatorio secondo tariffe stabilite dall'Autorità a tutti gli operatori, sia a quelli che mettono il gas che a quelli che lo prelevano». In sostanza, si tratta di un nuovo tentativo di spingere l’esecutivo a togliere all’Eni il controllo di Snam. Ancora pochi giorni fa l’amministratore delegato del gruppo Eni, Paolo Scaroni, aveva espresso la sua contrarietà allo scorporo in occasione dell’assemblea degli azionisti. E, dopo uno slancio iniziale registrato fino al 2004, dal 2005 nel mondo politico l’interesse per una separazione del controllo Snam era calato. L’Eni controlla anche i gasdotti per l’importazione del gas dai paesi fornitori ed ha ceduto una parte, sia pure limitata, della capacità di trasporto.
Quanto all’Authority per l’energia, ieri ha organizzato a Roma un incontro con le altre Autorità del bacino mediterraneo. Il workshop ha visto la partecipazione di quasi tutti gli stati del Mediterraneo, presenti con le proprie Autorità di regolamentazione, dove già esistono (in tutti i paesi dell'Ue e da poco anche in Turchia, Giordania, Algeria e Egitto) e, per i paesi dove questi organismi ancora non ci sono, con rappresentanti dei ministeri competenti. L’obiettivo a lungo termine di questi incontri, ha detto Ortis, è anche «la progressiva integrazione dei mercati» dell'area». Il tutto avverrà in un'ottica di supporto al lavoro di governi nazionali e istituzioni europee: per fornire loro «una maggiore collaborazione per facilitare lo sviluppo di infrastrutture nel Mediterraneo». Infrastrutture, come i gasdotti, di cui hanno bisogno sia i Paesi fornitori sia energia, sia quelli consumatori.