Ortofrutta «low cost», assalto dei clienti

In via Ripamonti la vendita diretta dei contadini: risparmio su latte e formaggi, delusione per la frutta

Code da tutte le parti e in ogni senso, ieri mattina, per l’inaugurazione del primo «farmer market» metropolitano, la proposta volta a contrastare il caroprezzi nel settore agroalimentare attraverso la vendita diretta e a buon prezzo di prodotti di qualità. Un esperimento che si terrà tutti i mercoledì fino al 17 dicembre, sostenuto da Coldiretti e dal Consorzio Agrario di Milano e Lodi. Per raggiungere la sede del mercato contadino, gli agricoltori aderenti all’iniziativa, circa 20, si sono messi in movimento di buon’ora. Nonostante questo hanno incontrato non poco traffico all’ingresso di Milano e, da lì fino alla sede del mercato, nel cortile interno del Consorzio agrario. Dopo di loro, è stato il turno dei milanesi che, verso le 8, sono iniziati a confluire in via Ripamonti: in anticipo sull’orario stabilito per l’apertura, in attesa di grandi acquisti a buon prezzo. Alle 9 la coda, lunghissima, per lo più di anziane e pensionati. Scattato il «via libera», dall’ingresso la coda è passata attorno ai banchi e sotto lo sguardo, soddisfatto, di Enzo Pagliano, direttore della Coldiretti. «L’affluenza ha superato le nostre aspettative. Il riscontro, sebbene iniziale, è molto positivo», ha commentato. Nel cortile di via Ripamonti, eterna la fila di fronte alla casa del latte fresco. Almeno un centinaio di persone hanno riempito le bottiglie, date gratis in dotazione, spendendo un euro al litro, con un risparmio del 40 per cento e una soddisfazione non da meno. Lo stesso è successo nell’area formaggi: «Tutto esaurito» e gran favore dei consumatori, soddisfatti non solo del prezzo equilibrato, ma anche di aver trovato un prodotto raro tra gli scaffali dei supermercati. Anche alle casse dello store del consorzio, dove sono venduti i prodotti dei soci del Consorzio, la proposta è stata apprezzata, soprattutto per le particolari varietà di pasta. Tuttavia, a metà mattina, la coda delle auto per parcheggiare a pochi metri dai banchi ha alimentato le prime critiche. Ad esse Pagliano ha risposto, riferendosi ad «aspetti organizzativi, da migliorare, che non si ripeteranno nei mercoledì successivi». Nella coda conclusiva dell’incontro, finito alle 13, all’entusiasmo iniziale è seguito un tono di polemica: i consumatori non hanno nascosto la delusione per i prezzi di frutta, verdura e vari prodotti tipici. Li hanno definiti alti, a volte più alti dei supermercati. «La convenienza del farmer market va vista sul prezzo, ma anche sulla freschezza e sulla qualità. L’offerta qui è genuina e di prima scelta, non come al discount», ha concluso Pagliano.