Ortopedia comunista

La terapia: «Due volte al giorno esercizi in acqua tiepida per 10 minuti con spugna; 2) Bagni alternati per 15 minuti due volte al giorno, un minuto in acqua calda e uno in acqua fredda; 3) Massaggio drenante con crema Arnica Comp-Heel per 5 minuti su mano e polso, tre volte al giorno; 4) far scorrere lungo il muro una palla morbida di spugna, più volte al giorno». E sin qui passi. Sono reduce da una bruttissima frattura al polso e i suddetti sono gli esercizi di fisioterapia solitaria che devo fare ogni giorno: i compiti per casa, chiamiamoli, cui va aggiunta una vera e propria riabilitazione operata da un terapista coi controfiocchi. E va benissimo, e in effetti sarebbero anche cavoli miei, certo, come no: se non fosse che il caso è diventato politico. Perché, vedete, dai suddetti esercizi manca il punto 5 che è il seguente: «Ogni ora alzare il braccio e formare il pugno 10 volte». Il braccio è il destro, peraltro. Cominciate a capire? Io, rubrichista fisso di questo giornale politicamente orientato, ogni giorno, ogni ora, sedici o diciassette volte in una giornata, devo piazzarmi lì col pugno alzato ovunque mi trovi. E l’altro giorno, per dire, ero all’Ikea. Immaginatevi un cretino col pugno alzato davanti a una cucina Udden: a pochi giorni dalle elezioni e dopo che D’Alema ha elogiato il modello scandinavo.