Osama attacca i «crociati» dell’Onu in Libano

Osama bin Laden si scaglia contro i caschi blu del contingente Unifil schierati nel Libano meridionale, comandati dal generale Claudio Graziano e di cui fanno parte anche 2.500 soldati italiani. Nell’audio di 56 minuti diffuso l’altro ieri su internet il fondatore di al Qaida fa infatti riferimento ai «crociati» dell’Onu dispiegati nel Paese dei cedri per «proteggere gli ebrei». Bin Laden, di confessione sunnita, ha citato i soldati dell’Unifil per criticare Hassan Nasrallah, il leader delle milizie sciite Hezbollah, per aver accettato la presenza dei caschi blu in Libano.
Il discorso si incentra in particolare sull’attuale situazione in Iraq, sul ruolo dello «stato islamico iracheno» e del rapporto con gli altri gruppi islamici della cellula locale di al Qaida. Utilizzando come esempio negativo le milizie sciite libanesi Hezbollah, Osama critica i gruppi sunniti che hanno accettato di collaborare con gli americani. Osama ordina loro di non prendere parte ad alcun organo di governo o tribale che combatta al Qaida, e di respingere qualsiasi alleanza con le altre etnie o confessioni religiose. Ma su questo fronte il numero uno di Al Qaida deve registrare la dura presa di posizione dei capi tribali accusati di «trescare» con l’«occupante» Usa. Il «Consiglio per il risveglio» della provincia irachena di Salaheddin, un’associazione di tribù sunnite che si battono contro il terrorismo e in particolare contro al Qaida, ha respinto al mittente le parole di Osama ed esortandolo «ad ordinare ai suoi seguaci di smetterla di uccidere iracheni innocenti», invece di lanciare moniti contro la partecipazione alla vita politica del Paese delle organizzazioni tribali. «Osama dovrebbe ordinare ai membri di al Qaida di finirla con lo sterminare iracheni senza colpa, e anzi di scusarsi con loro, per gli orrendi crimini commessi dai membri della sua organizzazione».
Associazioni più o meno simili al «Consiglio per il risveglio» sono nate negli ultimi mesi anche nelle province di al Anbar, Diyala, Ninive.