Oscar europei, premiato Auteuil e l’Italia resta a bocca asciutta

Nessun premio a Ennio Morricone in una rassegna dedicata a musica e cinema

Salvatore Trapani

da Berlino

Il film Caché (Nascosto nel buio) di un tedesco, Michael Haneke, in abiti francesi e contro la Francia, rimproverata per i suoi crimini coloniali, vince il vincibile all'Efa 2005 (European Film Award). Già in concorso a Cannes, il film era stato accolto con freddezza dalla critica francese; quanto è bastato all'Academy (che ha sede ufficiale a Berlino) per premiare nel 2005 della memoria un tentato spostamento del baricentro dei sensi di colpa da Berlino, appunto, a Parigi con i tre Efa più ambiti: il regista, il film, l'attore (Daniel Auteuil): forse l’unico premio davvero meritato dei tre.
L'Italia con quattro nomine, tra cui il miglior regista, Roberto Faenza con Alla luce del sole, e il compositore Ennio Morricone per le musiche del film ungherese Essere senza destino - tratto dall'omonimo romanzo biografico del Nobel Imre Kertész - riceve solo un riconoscimento nel menu della cena: linguine alla puttanesca e gnocchetti al pesto.
Se si considera che il tema dell'Efa di quest'anno era proprio la musica nel cinema, L'agonia e l'estasi - essere compositore per film, l'assenza di Morricone nella rosa dei premiati e tra illustri colleghi come Maurice Jarre (Il dottor Zivago), Gabriel Yared (Il paziente inglese) e Bruno Coulais (Les Choristes) amareggia. Perché Ennio Morricone ha dato al cinema europeo dagli anni Sessanta in poi il rango di trattato di musica.
Snobba il Gala e la premiazione George Clooney premiato con l'Efa per il miglior film non europeo, Good Night, and Good Luck, mentre il premio alla carriera è andato a Sir Sean Connery, conferitogli da Jean-Jacques Annaud, suo regista nel film Il nome della Rosa. Ha detto Connery: «Questo premio è proprio per il film con Annaud; il mio film più europeo: di un regista francese, di un romanziere italiano, su un set italiano e prodotto in Germania».
Neanche il pubblico europeo ha tralasciato il valore memoriale del 2005, ma non lo ha fatto premiando un film sull'Olocausto - come ci si aspettava con Essere senza destino di Lajos Koltai - ma un film che tocca il tema in chiave nuova: La rosa bianca di Marc Rothemund sugli ultimi giorni della resistente cristiano-liberale Sophie Scholl, decapitata poco più che ventenne dai nazisti. Il film è moralmente vincitore di questo Efa 2005, perché il pubblico europeo ha premiato l'interprete femminile Julia Jentsch e perché anche l'Academy le ha conferito l'Efa come migliore attrice. A cena dopo la consegna del premio, ecco la dedica: «La storia di una tedesca che si è opposta ai nazisti è la storia di decine, migliaia di giovani cuori di questo Paese che con resistenza disarmata dissero no a Hitler e alla sua furia. Questa statuetta va a loro...».