Via Oslavia, il parcheggio diventa un incubo Tranciato un tubo del gas durante i lavori

Attimi di terrore ieri mattina a via Oslavia. Si è sfiorato il dramma. Verso le 8 i residenti hanno sentito un forte odore di gas provenire dal cantiere del Pup. Accorsi sul posto vigili del fuoco e tecnici dell’Italgas. I controlli subito effettuati hanno accertato che un tubo del gas era stato tranciato durante i lavori per il megaparcheggio sotterraneo.
La tensione, però, fra i residenti non si è sciolta. Un misto di rabbia e rassegnazione nelle loro parole: «Si è sfiorata la deflagrazione, quando si tranciano i tubi del gas basta un nulla - afferma una negoziante -, la paura è stata tanta. È successo tutto per caso? Un po’ difficile, l’incidente sembra più dovuto alla fretta con cui stanno portando avanti i lavori. Anche perché non è la prima volta che succedono incidenti del genere». Quando si sono verificati? «È già la terza volta. Per noi è molto grave che succedano cose del genere. Ci è venuta in mente, inevitabilmente, la tragedia di via Ventotene. Inevitabile pensare al peggio in quei momenti».
Sul posto, in via Oslavia, due ore dopo, molti sono ancora affacciati alla finestra. Nella via da tempo i cittadini si sentono abbandonati dall’amministrazione comunale. «Abbandonati è la parola giusta - confida un residente -. Giorni fa ha cominciato ad uscire dell’acqua dal cantiere, per una settimana nessuno ha fatto niente. Hanno rotto il tubo della fogna e per tre settimane è venuto di continuo il camion dell’autospurgo. Venivano su le acque nere. Siamo giunti veramente ai limiti della sopportazione».
I lavori per il megaparcheggio, circa 300 box su due piani, sono ripresi a pieno ritmo da un paio di mesi. Da anni gli abitanti protestano per il Pup, - quello di via Oslavia porta il n. 279 - che il Comune ha approvato nel maggio 2000. Da allora una guerra infinita, a colpi di carte bollate, raccolta di firme (ben 4mila), manifestazioni, udienze al Tar. Finché quest’ultimo, a luglio dello scorso anno, ha dato ragione al Comune. A novembre, però, il crollo di un muro adiacente al Pup di via Montenero, ha rialzato la tensione anche in via Oslavia. C’è chi teme per le fondamenta degli edifici, considerata la natura alluvionale del terreno nel quartiere. Non a caso pende tuttora un ricorso degli abitanti davanti all’Alta corte di giustizia europea. Per il Comune però il caso è chiuso. Il Pup di via Oslavia si deve fare. Meglio se i lavori finiscono in fretta.
«Ci hanno rinfacciato più volte dal Comune che siccome abbiamo fatto ricorso e i giudici ci hanno dato torto, siamo dei perdenti e dobbiamo stare zitti», dicono ora gli abitanti. E il delegato del sindaco per i Pup, Panecaldo? Non aveva proposto qualche forma di compromesso? Un dialogo con voi residenti? «Non sappiamo che cosa passa per la sua testa. C’era un’idea, anche se appena ventilata, di fare il parcheggio solo a un piano, anziché due. Addirittura lo hanno scritto i giornali. Però di questa cosa poi non se ne è saputo più nulla. A quanto vediamo con i nostri occhi i piani sono sempre due».
Si brancola nel buio sui particolari dei lavori. Il Comune continua a negare ai residenti ogni possibilità di vedere le carte del progetto. Nessuna carta, nessun documento.