Dopo ospedali e commissariati ora la Tv esplora il paranormale

Paolo Brusorio

da Milano

C'è stato un giorno in cui gli Stati Uniti hanno smesso di ridere. E quel giorno ce lo ricordiamo tutti. Da allora, era l'11 settembre ovviamente, gli americani hanno cominciato a farsi nuove domande senza riuscire a trovare tutte le risposte. La televisione come e più del cinema ha cavalcato e interpretato nuove ansie e nuove frenesie: abbandonato il fragile e asfittico filone dei reality (non a caso nati in seguito a uno sciopero degli sceneggiatori), le produzioni hanno diversificato gli obiettivi, alzato la qualità e cominciato a scandagliare la nuova società. Con degli eccessi come quando nell'ultima settimana di settembre sono andati in onda 63 scene di cadaveri in prima serata, un poco invidiabile record ancora non insidiato dalla programmazione della tv italiana.
Che in attesa della partenza della seconda serie delle Casalinghe disperate, copre l'intero arco costituzionale dell'audience con produzioni ormai collaudate e dalle spalle forti. Il mondo a Orange county, per esempio, sembra non essere stato contaminato, la OC generation continua a catturare il pubblico: oltre tre milioni di spettatori per il telefilm trasmesso da Italia uno in prima serata segno che i discorsi dei teen californiani non hanno finito di incantare.
Sistemato l'ipod generation, rimanevano le «vedove» di Clooney che hanno sostituito E.R. con i chirurghi plastici di Nip/Tuck, quest'anno alla terze serie su Italia uno: bisturi e filosofia, edonistica via di fuga dalla realtà. E che le storie di ospedale siano un filone vincente lo ha dimostrato anche lo sbarco di Grey's anatomy, le vicende di una generazione di giovani medici, quasi tutti neo laureati, che dopo aver salvato la vita degli altri devono provare a costruire la propria.
Insomma, il torbido delle casalinghe, i saliscendi adolescenziali e le tragedie quotidiane dentro e fuori una clinica. Un menù già molto ricco. Cui si sono aggiunte, o stanno per aggiungersi, quattro serie che insieme rappresentano il filone «nuovo» del 2006: il paranormale. In vetta con Twin peaks e X-Files, il genere era stato messo a riposo dagli sceneggiatori. Ora invece ha ripreso quota. Ha cominciato Rai tre con Medium, la storia di una mamma avvocato praticante che scopre di avere poteri paranormali, può sognare il passato o intuire il futuro e parlare con i morti. Patricia Arquette («quando ero piccola volevo davvero essere una veggente») nei panni di Allison DuBois, si interroga se mettere o no i suoi poteri a disposizione della polizia. La serie ha già sollevato un discreto polverone: proteste dell'associazione dei medium e di chi non ha gradito che proprio Raitre mandasse in onda la storia di personaggio dichiaratosi favorevole alla pena di morte. L’ultima puntata è stata rinviata a dopo l’estate. Ma sul terreno del paranormale, le prossime novità le sta confezionando Fox Crime. La prima è Criminal Minds, in onda dal 15 febbraio: le indagini di una squadra di criminologi Fbi specialisti nell'analisi psicologica delle menti dei killer. Un gruppo, quello dell'Unità di analisi comportamentale, cui si rivolgono gli investigatori per stanare gli assassini. Una specie di Csi della mente, insomma. Fox Crime trasmetterà anche Night Stalker, le avventure di un giornalista, Carl Kolchak, alle prese con il misterioso omicidio della moglie. Sospettato dall'Fbi, il protagonista comincia ad investigare su altri crimini, accomunati da un segno rosso lasciato sulle vittime di omicidi avvenuti per cause apparentemente soprannaturali. E, a proposito di strani omicidi, dagli Stati Uniti arriverà presto Numb3rs, serie di successo della Cbs nella quale i delitti vengono risolti con i segreti della numerologia.
Anche l'ultima sfida, si gioca in questo girone: a marzo la Rai manderà in onda Lost, le avventure su un'isola deserta di un gruppo di sopravvissuti a un naufragio. Dove la realtà si intreccia con il paranormale. E si confronta con il sovrannaturale: gli ascolti mostruosi dell'Isola dei famosi.