Ospedali in tilt per le influenze: l’Asl arruola anche le cliniche

Caos nei pronto soccorso. Colpiti dalla Australiana e altri virus oltre 18mila persone

La neve e la pioggia di questi giorni hanno portano l’influenza. E così, tra i 10.400 milanesi influenzati, i 7800 colpiti dai virus parainfluenzali e tutte le altre persone affette da varie patologie, gli ospedali scoppiano. Non ci sono più posti, tanto che l’Asl ha fatto scattare il piano emergenza influenza. Ovvero il reperimento di letti straordinari in 32 strutture sanitarie che ne devono riservare il 10% recuperato in vari reparti diversi da quelli già saturi di medicina dove abitualmente si ricoverano gli influenzati. Si tratta di nosocomi pubblici e privati, in alcuni casi non dotati di pronto soccorso, che non hanno reparti di medicina o corsie pertinenti alle malattie respiratorie. È il caso dello Stomatologico di via Commenda, esclusivamente riservato alle cure odontoiatriche o l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto Europeo di Oncologia. Ma dei nosocomi c’è chi ha già occupato anche questi letti straordinari. Il San Paolo è strapieno e come spiega il direttore sanitario Mauro Moreno: «Appena ricevuta la richiesta dell’Asl abbiamo bloccato per quanto riguarda tutte le specialità mediche i ricoveri in elezione: quelli che non essendo urgenti vengono programmati. Nelle chirurgie si valuta caso per caso».
All’ospedale di via di Rudinì queste sono proprio giornate infernali: basti pensare che ieri il pronto soccorso, nonostante abbia allertato il 118 di non inviare nuovi pazienti, era saturo. Al punto che nell’atrio c’erano pazienti in attesa di ricovero. Non è andata meglio in altri 13 pronti soccorso di Milano e hinterland: tutti hanno bloccato le accettazioni. Una misura cui è ricorso anche il Gaetano Pini, dove nei reparti femminili di ortopedia sono state addirittura sistemate pazienti sulle barelle. La situazione è davvero disastrosa ma il peggio deve ancora arrivare.
«L’influenza - spiega il professor Fabrizio Pregliasco, dell’Istituto di Virologia dell’Università degli Studi - nonostante abbia raggiunto i livelli massimi dell’anno scorso (otto persone ogni mille e 23 bambini ogni mille) non è ancora al clou. L’australiana, che è più potente delle influenze che l’hanno preceduta negli ultimi anni, ed ha subito un notevole incremento nell'ultima settimana, arriverà all’apice nel corso dei prossimi sette-quattordici giorni». Ed è proprio per non arrivare impreparati al culmine dell’epidemia influenzale che l’Asl, si potrebbe dire, ha giocato d'anticipo come dichiara Luigi Bisanti, direttore del Servizio di Epidemologia dell’Asl «Città di Milano». Il direttore generale, Maria Cristina Cantù ha voluto far scattare il piano emergenza influenza anticipando l’allerta in modo da non essere impreparati, perché la situazione epidemiologica sta andando verso il massimo ed il maltempo certo non aiuta». O meglio aiuta i malanni di stagione, tanto che ai 10.400 milanesi vittime dell’Australiana, otto su cento, si aggiungono i 7800 che accusano febbre, raffreddore, tosse e mal di gola a causa di virus parainfluenzali che si distinguono dall’influenza cosiddetta doc, per la minor durata dei sintomi.