Ospedali, tutto esaurito per cadute e scivoloni: quasi duemila chiamate

È bastato un secondo per scivolare. Lo sanno bene gli 87 milanesi che ieri hanno chiamato il 118 proprio a causa di una caduta. Un piede messo male, scarpe non adatte a così tanta neve fresca, un po’ di distrazione e patatrac. La maggior parte delle cadute non si sono rivelate gravi (codici verdi), ma alcune hanno causato anche problemi più seri richiedendo persino il ricovero. Già 81 emissioni di soccorso contemporaneo nella sola mattinata, per più di 1825 chiamate totali al 118 contro una media di 1600 durante l’intero anno.
Erano pieni ieri i pronto soccorso cittadini, ma l’affluenza è stata nella norma di questo periodo delicato a causa dell’influenza e degli strascichi delle vacanze natalizie dei medici. Alle 17, il sito del 118 segnalava un sovraffollamento presso l’astanteria del Policlinico e un intasamento al San Carlo dove alcuni pazienti erano in attesa dalla tarda mattinata. La giornata è iniziata con un gran caos anche al Fatebenefratelli e al San Paolo, dove però già dal primo pomeriggio la situazione si è stabilizzata.
«La neve ha causato qualche problema di sgombero all’interno dell’ospedale - ammette il direttore sanitario del Policlinico Marco Triulzi - risolti i problemi logistici la giornata ha avuto un traffico regolare, seppur intenso come è tipico di questo periodo, ma già dal weekend l’organico tornerà al completo per la fine delle ferie natalizie». Al Niguarda Cà Granda la neve ha addirittura fatto diminuire l’afflusso dei pazienti. «Lunedì è stata una giornata tremenda - ammette il dottor Daniele Coen, direttore del Pronto soccorso - abbiamo raggiunto 300 accessi contro i 250 che contiamo abitualmente, ma in questi due giorni di neve, paradossalmente si sono presentati meno pazienti del solito». La prova: solo 170 accessi all’Epifania. Dopo la buona notizia, subito quella cattiva: «Ora temiamo un sovraffollamento già da domani: appena le strade saranno più pulite, tutte le persone che sono rimaste a casa trattenute dalla neve e non hanno risolto i loro problemi verranno al pronto soccorso». Dall’Asl comunque arrivano rassicurazioni: «Non ci sono situazioni di particolare urgenza - spiega la dottoressa Gemma Lacaita - e l’attesa per parlare con un operatore della guardia medica è stata visibilmente ridotto». Tempo massimo: «cinque minuti».