Ospedali uniti per dividere le code

Interventi trasferiti nelle sale operatorie libere e presto nuova assistenza agli anziani

Erika Falone

L'unione fa la forza. In un momento in cui il settore sanità è in forte crisi, l'Ente ospedaliero Ospedali Galliera e l'ospedale Evangelico internazionale, firmano un protocollo di intesa. E giocano la carta della gestione congiunta delle funzioni amministrative e sanitarie.
Il piano presentato ieri mattina ha come obiettivo una razionalizzazione delle risorse di entrambi gli enti, per rendere un migliore servizio al cittadino a parità di costo.
L'idea del «gemellaggio» è nata su un tavolo di lavoro a cui hanno partecipato rappresentanti e addetti ai lavori dell'uno e dell'altro ospedale. Dal confronto sono emerse le carenze di entrambe le strutture ma, soprattutto, le eccedenze che potevano essere utilizzate per sopperire alle mancanze dell'altro ente.
«Ogni azienda ha delle capacità produttive inutilizzate - spiega il professor Giuseppe Profiti, vicepresidente dell'ospedale Galliera -. Le sale operatorie dell' Evangelico, ad esempio, nel pomeriggio restano inutilizzate. Con il protocollo di intesa potranno invece essere sfruttate per smaltire gli interventi che noi da tempo abbiamo in lista d'attesa».
Così facendo il Galliera acquista una sorta di polmone, di valvola di sfogo. Allo stesso tempo l'Evangelico trae vantaggio dall'organizzazione amministrativa: dove si gestiscono 500 posti letto, se ne possono gestire facilmente anche 600. Mentre è più dispendioso tenere in piedi un ufficio amministrativo per soli 100 letti.
Nella pratica il progetto è già operativo per la parte amministrativa ed è in fase di attivazione un dipartimento chirurgico interaziendale per la gestione integrata delle attività dei due enti coinvolti. Che non sono comunque destinati a diventare un unico soggetto: «Rimarremo separati - dice l'ingegner Walter Meuser, presidente dell'ospedale Evangelico Internazionale -, pur collaborando ed integrandoci quotidianamente».
A breve, inoltre, il modello sarà esteso ad altri settori di particolare rilievo, quali la riabilitazione e l'assistenza agli anziani. «Settore per il quale il Galliera necessiterebbe di creare nuovi spazi. Ma con la gestione amministrativa integrata, i magazzini dell'Evangelico potrebbero essere svuotati e utilizzati appunto per creare palestre per la fisioterapia per gli anziani».
Il fine ultimo del progetto è di creare nel cuore della città un centro di riferimento che, combinando al meglio le peculiarità e le competenze dei due enti, sia fortemente integrato con il territorio con un'offerta di servizi estesi all'intero percorso di cura, dal riscontro diagnostico alla riabilitazione domiciliare, senza discontinuità tra assistenza ospedaliera e assistenza domiciliare.
«Un'intesa della quale andiamo particolarmente fieri - conclude l'Arcivescovo di Genova, monsignor Tarcisio Bertone, in veste di presidente pro tempore dell'Ospedale della Duchessa -. Anche perché coinvolge due pilastri della storia genovese, che nascono però da radici religiose differenti. Segno che una collaborazione concreta per il bene di tutti è possibile. Quello raggiunto possiamo certo definirlo un accordo ecumenico».