Ospite o comparsa? Indagine dell’Aie sul libro in tv

Si inaugura domani (e proseguirà fino a domenica 11), al Palazzo dei Congressi dell’Eur di Roma, la quarta edizione di «Più libri, più liberi», la fiera della piccola e media editoria. Sabato, nell’ambito della rassegna, durante il convegno dal titolo «Videoleggimi. Quando il libro va in televisione» (Sala Calvino, ore 10) saranno presentati i risultati di uno studio condotto dall’Aie (l’associazione italiana degli editori). Dal quale emerge che i libri, anche se in orari «strani», hanno una significativa presenza in televisione. Ma una presenza di quale tipo? E con quali effetti se non sulla lettura, almeno sulla vendita? Si tratta della prima analisi condotta su questo tema a partire da una rilevazione condotta su un periodo campione del palinsesto tv. Nelle sole reti generaliste in chiaro - quelle che raggiungono ancora la larga maggioranza degli italiani, in cui si trovano i deboli e occasionali lettori o i non lettori totali - sono stati presentati nel periodo campione in vari modi e format televisivi (e non soltanto nelle trasmissioni o negli «angoli» di libri) 8,8 titoli. Tanti? Pochi? Quello che è certo è che il libro e l’autore stanno iniziando a trovare un loro spazio all’interno di diverse trasmissioni televisive, e forse ancor più ne potrebbero trovare come indicazione e suggerimento per approfondimenti attorno a notizie e a temi di attualità. Un altro dato. I titoli della piccola e media editoria indipendente costituiscono soltanto il 19,8 per cento dei titoli presentati nelle diverse trasmissioni prese in esame nel periodo campione, ma ben il 34,1 per cento della produzione. Un «censimento», quindi, che - oltre a pesare generi, editori, fasce orarie, proporre una prima mappatura di come il libro si presenta dal piccolo schermo - permetterà di fotografare, con il contributo di Demoskopea, il modo in cui il libro e gli autori poi si muovono e si vendono in libreria nei giorni e nelle settimane successive alla loro comparsa in televisione.